L'Uomo Nuovo

 

 Sentieri Segreti dell'Uomo Nuovo


Nota

 

Una premessa: le dichiarazioni temporali di queste Letture sono del tutto arbitrarie in quanto, esse, sono “arbitrarie” e teoriche anche per gli scienziati del settore. Oltre i 5.000 anni or sono non esistono certezze, quindi: quando sentite parlare di circa 10.000 anni ci riferiamo a un periodo abbastanza recente e documentabile, mentre quando parliamo di centomila o 1 milione di anni ci riferiamo a epoche prestoriche di cui abbiamo solo relative testimonianze, fossili e frammentarie.

 

Sei un uomo Nuovo? Proviamo a scoprirlo

 

Non è facile parlarvi di Voi stessi!

Non è facile perché Voi non sapete chi siete realmente. Vi hanno abituati a credere che siete fatti in un certo modo; vi hanno insegnato sin da piccoli cosa pensare, come pensare e, soprattutto, in quale contesto pensare e agire.

E’ il contesto in cui venite catapultati sin da poche ore dopo il concepimento, pertanto è il contesto in cui gravita tutto ciò che avete a disposizione per conoscere il mondo in cui vi trovate.

Ma c’è una differenza tra i nascituri: alcuni sono Sapiens, altri sono Novis e vengono al mondo, dalle notizie che possiamo reperire, da circa 10.000 anni terrestri.

La differenza è sostanziale: il Novis rappresenta il più recente tentativo della Natura di conciliare l’essere chiamato uomo, dotato di intelligenza funzionale* indipendente, con le leggi del Creato. Essenzialmente per permettergli di tornare a ritrovarsi in sintonia con tutti i percetti propri degli esseri Naturali, nonostante l’intelligenza funzionale faccia del suo meglio per opporvisi.

Per il Sapiens la Natura è un nemico da controllare, contrastare e sconfiggere.

Ma questo, come sappiamo dalla storia, non fa che creare instabilità, conflitti e follia ed è ovvio, visto che  nonostante il modo in cui adoperiamo l’intelligenza, finiamo sempre per provare a risolvere qualsiasi problematica con la violenza: violenza contro i nostri gruppi, i nostri vicini, contro la Natura e di conseguenza contro noi stessi.

E sì, perché cellule, atomi, materia ed energia sono caratteristiche naturali del pianeta Terra, e noi, nonostante tutto, siamo composti allo stesso modo…

Quindi, avete presente i nunchaku? Quei due bastoni collegati da una catena che si usano come armi nelle arti marziali giapponesi? Esatto: noi, in quanto Sapiens ci comportiamo come un combattente inesperto, spesso incapace, che insiste nel voler attaccare con ciò che non conosce bene, senza saper usare quelle armi così letali non solo per il “nemico” ma spesso per chi le adopera e non accetta un lungo e corretto addestramento.

 

Ad ogni battaglia per conquistare la Terra ci facciamo sempre più male. Basti pensare alle guerre: veramente un fantastico progresso non c’è che dire. In poche centinaia di anni, il Sapiens è stato così bravo nell’ “evolversi” che dalle frecce e le spade è passato a combattere con armi atomiche, armi batteriologiche e di distruzione di massa, infine Virus e Vaccini in grado di annientare la vita su questo pianeta per migliaia di anni, se non addirittura per sempre.


FIGURA 1 - SENTIERI SEGRETI DELL'UOMO NUOVO

Fig. 1


Allora bisognerebbe cercare di fare un piccolo sforzo. Non vi chiediamo di credere alle nostre parole, vi chiediamo solo di ragionare secondo logica e di valutare dati storici e preistorici inoppugnabili.

Di questa nostra storia e preistoria ci sono delle parti che non conosciamo e delle altre che, solo da poco, sono diventate di dominio pubblico.

Ora, sulle parti inconoscibili è inutile fantasticare, lo fanno già in tanti e nel nostro caso sarebbe solo una perdita di tempo… e il tempo che abbiamo è poco!

Le parti note della nostra preistoria ci possono bastare, se siamo propensi a capire e a sopportarne la responsabilità.

 

L’evoluzione dell’uomo è avvenuta a scatti, spesso anche violenti e, altra cosa unica, l’avanzamento evolutivo non è stato simultaneo.

Come sintetizza il grafico (fig. 1), gli archeologi e i paleontologi hanno appurato proprio questo: insetti, pesci e animali si sono evoluti alla maniera sostenuta dal Darwinismo (nell’esempio vediamo lo scimpanzé, che attraverso milioni di anni è rimasto sempre e comunque uno scimpanzé, vedi linea Gialla), mentre la linea evolutiva dei nostri “progenitori” ha attraversato cambiamenti, scatti e crisi, con specie nuove e diverse, che nascevano dalle precedenti ma non erano più composte dagli stessi individui delle generazioni che li avevano partoriti.

Sono stati ritrovati resti di vari tipi di uomini primitivi o ominidi e, mentre per tutte le altre creature del pianeta, l’essere che definiremo come esempio A, per evolversi e adattarsi all’ambiente, si è pian piano trasformato in A-1, successivamente in A-2 e cosi via di seguito, nel caso dei nostri predecessori, relativamente all’improvviso, la specie A-umana subiva un crash, un incidente di percorso e, più o meno in fretta, si estingueva per venire soppiantata dalla specie B-umana che però non era consequenziale ma, a volte addirittura per millenni, è stata parallela. Poi arrivava la C-umana, eccetera. Individui che erano abbastanza simili ma che non erano il lento, tradizionale, prosieguo evolutivo, come affermato dal Darwinismo, relativamente agli altri viventi.

Così, gli irsuti primitivi sulla terra da circa 400.000 anni che chiameremo tutti genericamente Neanderthal, circa 50 mila anni fa vennero soppiantatati dai nuovi arrivati, i Sapiens (quelli che vengono indicati e definiti come la nostra specie).

L’arrivo di questi nuovi uomini con un’intelligenza funzionale* più evoluta, con maggiori capacità sociali e intellettuali, ancora una volta avvenne prima in parallelo alla specie dominante; in realtà, i Sapiens erano figli “strani” di coppie Neanderthal. Non nascevano mica dal nulla, venivano al mondo improvvisamente tra i figli dei Neanderthal… improvvisi, inaspettati e diversi. Prima furono tollerati, poi probabilmente temuti e spesso attaccati. Infine i nuovi, i Sapiens, compresero la loro diversità e la loro superiorità intellettuale.

E quella fu la fine per i Neanderthal… che si estinsero definitivamente, assecondando l’affannoso progetto della Natura. Questa continuava a rincorrere l’umano, cercando di correggere la rotta divergente e di riportarlo in linea con le leggi del Cosmo.

Sì perché, come sembra ovvio, mentre con gli altri esseri il processo evolutivo è lineare, perché è la sola ingegneria naturale a condurre il “progetto”, nel caso dell’uomo, per metà terrestre e per metà figlio di un mistero, madre Natura non ha vita facile… deve combattere contro l’intelligenza funzionale, la nuova e “innaturale” caratteristica della specie Homo che lo rende alieno rispetto a tutti gli altri viventi.

Ma, adesso?

Siamo sicuri che oggi non stia succedendo qualcosa di simile?

Perché mai, nelle ultime migliaia di anni, ci siamo trovati di fronte a un fenomeno antico e, al tempo stesso, attualissimo: la diversità incomprensibile della mente umana!

Nonostante il fisico sia pressoché analogo, la capacità di pensare e l’intelligenza sono spesso distanti anni luce dall’homo Novis. La stessa massaia-mamma, lo stesso operaio o tecnico, lo stesso scriba o ragioniere, dai documenti storici risultano allo stesso livello di beata e crassa ignoranza, sia che obbediscano ai Faraoni, ai Papi, agli Imperatori o alle attualissime false democrazie.

Intanto, mentre i Sapiens pecorili si tengono stretto il loro microcosmo, si cibano del pastone preconfezionato apposta per loro sia realmente alimentare che culturale, il Novis giganteggia attraverso i secoli con la sua inquietudine, la sua curiosità, il suo desiderio di obbedire al richiamo dell’ecosistema naturale.

Si industria per una reale ricerca scientifica, l’unica che abbia permesso all’uomo di iniziare a conoscere sistematicamente le leggi che regolano la realtà del nostro pianeta e del Cosmo.

Il suo dubitare, la sua sete di verità, lo hanno reso filosofo, pensatore, alchimista e chimico, medico, astronomo, divulgatore e persino politico evoluto che si batte a favore del popolo e, non per salvaguardare i privilegi di una casta becera, avida e oppressiva.

Quella stessa casta del dividi et impera, che difende con violenza lo status quo che ha imposto ai propri simili Sapiens.

 

Cosa distingue un homo Novis dai Sapiens?

I Sapiens, che siano straricchi imprenditori, capi di stato oppure umili lavoratori, persone della strada,

hanno tutte una caratteristica: pur avendo un cervello della stessa dimensione del Novis, non hanno una Mente disponibile alla ricezione delle “vibrazioni” Naturali, delle energie e dei segnali telepatici. Questa parte della Mente è una specie di ricetrasmettitore, che nel Sapiens non è ancora attivo.

Per fare un esempio: 50 anni fa le persone erano identiche a quelle che incontriamo oggi, ma sicuramente non erano in possesso di un cellulare, quindi la potenzialità di comunicare e ricevere informazioni era, ovviamente, del tutto diversa.

Ora immaginiamo che esista una dotazione specifica della Mente dei Novis che permette loro la lettura della realtà a più ampio spettro, di ricevere e interagire comunicando direttamente con la Natura stessa, di avere una sensibilità oltre il comune nel sentire le sensazioni e le emozioni del prossimo e degli altri componenti del Creato in maniera quasi fisica. Gioia, dolore, soprusi, follie prodotti dal Sapiens sulle specie viventi, sull’ecologia e sugli stessi suoi simili, azioni a volte allucinanti come le guerre, i genocidi, gli stermini, azioni che lasciano i Sapiens praticamente indifferenti, se non per l’ipocrisia delle inutili celebrazioni di comodo, sui Novis esercitano una pressione insostenibile, che spesso li spinge a lottare fino alle conseguenze estreme, al sacrificio a costo della loro stessa vita.

Questa sensibilità, questo “sesto senso” del Nuovo non è certo un potere paranormale (sebbene si sia fatto di tutto per renderlo una favola e per ridicolizzarlo), relativamente alla propria specie, è perfettamente fruibile per tutti i viventi.

Ovviamente non sarà possibile fruirne di punto in bianco finché ci poniamo, maliziosamente, al di sopra del resto del Creato. L’essere scelto da un dio(?) a rappresentarlo e, pertanto, a fare il suo comodo con il resto delle risorse e dei viventi del pianeta.

Per il Sapiens, dal filosofo, al predicatore, al lustrascarpe, l’unico sistema di valutazione umana e naturale è rappresentato dal denaro, dal possesso di beni e ricchezze; il Novis, subisce quasi questo sistema sociale ma lo tollera male, se lo adotta non lo apprezza, spesso lo perde di vista… questo perché la vita sociale in cui viene proiettato lo obbliga ma non lo convince. C’è una eco, un sogno, un’emozione che pervade la sua esistenza, una vibrazione spesso impercettibile che lo attrae verso il mondo spirituale, animico: quel mondo più completo e in equilibrio col Cosmo che lo attende, nell’etere, a portata di mano se saprà adoperare il misterioso trascendentale che, se conosciuto, mistero non è più.

*intelligenza funzionale = applicazione della Mente che si basa e riconosce solo la sezione materiale del mondo che la circonda.

 

Cercare e capire le tracce del sentiero


Premettiamo che questa piccola serie di comunicazioni è dedicata a una specie umana ben precisa. Da qualche anno se ne sente parlare ma raramente, essendo un argomento evanescente, etereo... insomma non piace, anzi a molti delle élite (per intenderci: quelli coi soldi che si credono potenti), fa letteralmente accapponare la pelle, anche se essi stessi non sanno bene il perché.

Questa specie è l’uomo Novis, l’uomo Nuovo, e tra poco cercheremo di saperne di più a riguardo... questa è la specie del Futuro, se mai riusciremo ad averne uno.

Una cosa da precisare è questa:

- se Tu sei qui e stai leggendo probabilmente non è un caso...

e speriamo tanto che proseguirai.

Questo perché l’argomento trattato non ci serve a ottenere “numeri” senza ottenere poi alcun effetto sull’esistenza, di chi avrà piacere di ascoltare.

Sono comunicazioni dedicate all’uomo Nuovo che di sicuro già esiste sulla Terra.

Le scoperte che poi divulgheremo devono servire all’uomo Nuovo per riconoscersi e identificare il suo ruolo, fondamentale per il futuro.

Non siamo scienziati né teologi, siamo stati come tanti persone curiose, persone che non si sono mai accontentate di quelle spiegazioni che arrivano dall’alto, ma abbiamo sempre cercato di capire, di verificare quando gli argomenti che venivano presentati non erano chiari o addirittura contrastavano con la realtà.

 

Oggi, siamo letteralmente bombardati da migliaia di teorie, di complotti, di mezze verità, di assurdità e di falsi misteri, spesso costruiti a tavolino.

Ogni giorno, migliaia di persone scoprono qualcosa, combattono le idee di qualcuno, offrono l’alternativa a una versione ufficiale... eppure?

Eppure... niente cambia, se non il destino dell’umanità, sempre in peggio e, spesso, perfino dopo un periodo di falsa prosperità.

L’uomo, e con esso l’umanità intera, sembra essere sempre lo stesso... si commettono sempre errori madornali; si continua a sottovalutare l’impatto di certe azioni, sia sulla Natura e che sull’Ecosistema.

Ogni scienziato, ogni ricercatore continua, con estrema presunzione, a fissarsi su invenzioni zoppe e teorie non verificate ma caldamente sostenute, che portano un falso progresso e spesso, col passare del tempo, più danni dei presunti benefici iniziali.

Qualcuno, come sapete, ha anche tentato di far aprire gli occhi ai potenti che controllano il mondo dei sapiens pecorili ma quasi sempre ha fatto una brutta fine. Il potere dei Maligni è cambiato e si è evoluto, si e diversificato, si è delocalizzato e dissimulato con estrema scaltrezza.

Così, ormai non assistiamo più tanto facilmente a crocifissioni o a roghi di filosofi arsi vivi… oggi, con l’invenzione dei servizi deviati, delle mafie simpatizzanti, spesso impiastricciate con le varie massonerie, è molto più facile e meno eclatante far sparire chi non aggrada ai capi sapiens. Suicidi inspiegabili, strane sparizioni, assassinii da parte di folli improvvisati e senza ricordi.

Alcune di queste “sparizioni” eccellenti riguardano proprio gli autori di libri che non sono piaciuti alla scienza preconfezionata delle élite.

Ma avremo occasione di riparlarne in seguito. Per il momento basti sapere che questi crimini sono stati compiuti anche qui, in Italia: un paese misterioso, dove alcune selezionate élite di Sapiens detengono, praticamente, tutta la conoscenza disponibile e tutta la potestà decisionale sull’intero mondo occidentale e che, inoltre, con la violenza e la corruzione hanno inquinato e sottomesso gran parte del resto del mondo, riducendolo in schiavitù e in povertà.

 

La prospettiva del tempo e le menzogne


È arrivato il momento di iniziare ad approfondire le informazioni riguardo a questo “fantomatico” uomo Nuovo.

Sembra una terminologia banale, adoperata per un argomento retorico e scontato, ma le cose non stanno così.

Stavolta facciamo sul serio: se avrete un po’ di pazienza cercheremo di scoprirlo davvero l’homo Novis e, cosa ancora più importante, di capire se voi che leggete fate parte di questa “cosiddetta” nuova specie. E vedrete che è tutto più semplice di quanto vi abbiano fatto credere; basterà solo cambiare punto di osservazione riguardo all’evoluzione dell’intera umanità, sin dalla sua misteriosa nascita... quel periodo remoto in cui avvenne un fenomeno speciale, definito col nome di ominazione.

Ci sono due motivi principali che non vi permettono di vedere chiaramente cosa c’è la fuori: la scala temporale che adoperiamo e le menzogne, inventate per trasformare la realtà storica in una serie di raccontini “di comodo”, creati da chi governa il mondo e assai succulenti per il Sapiens, una specie che possiamo definire “di bocca buona”. Una specie con in corpo la stessa crudeltà delle belve più feroci ma abbastanza ipocrita da negarlo persino a se stessa, capace di ammantare ogni azione con la giustificazione di un “buonismo” a senso unico.

Di buono c’è che, se impariamo a leggere la scala temporale e la reale sequenza degli avvenimenti, l’impero delle menzogne crolla miseramente.

Avrete sicuramente sentito parlare della famosa teoria di Darwin.

Purtroppo ce l’hanno propinata come un pacchetto preconfezionato, una teoria acquisita che, da un certo momento in poi, abbiamo dato per scontata per poi doverla riconsiderare (a porte chiuse) a ogni nuova scoperta, a ogni nuovo riesame... ma senza abbandonarla, come fosse un dogma religioso. Il sistema migliore per determinare l’incertezza imponderabile così cara a questa società fatuamente “indecisa”.

Così, da teoria è stata ribattezzata come fonte autorevole e, da allora, i poveri geologi e archeologi “di regime” hanno avuto un secolo di respiro e un minimo di libertà per scavare tra le rovine; l’importante è che ripetessero sempre, a pappagallo: credo in Darwin, così come ho fede in un solo dio e nutro grande ammirazione per Pinocchio.

In questo modo si sono scoperte delle “belle cose” ma l’importante, per chi gestisce la conoscenza, era che non venissero lette nel loro reale significato, secondo le loro effettive proporzioni, bensì acquisite come “interessanti curiosità” e affascinanti alternative... senza intaccare l’illusorio credo, tanto caro ai sapientoni qualunquisti. Gli studiosi di regime che osannano l’indimostrabile, gli scienziati rassegnati a uniformarsi per riuscire a sbarcare il lunario e le masse, felicissime di sentirsi parte integrante del sapere, che studiano solo i titoli dei libri e le scienze attraverso la TV, approfondiscono la loro cultura su Focus e idolatrano la famiglia Angela.

Insomma: teorie imposte come realtà e perpetrate fino a renderle credibili e realtà da interpretare, invece, con fantasia senza il permesso di renderle verificabili con ulteriori analisi.

 

Ma adesso occupiamoci delle specie e del complicato percorso della cosiddetta ominazione.

Le tracce di ominidi sprofondano sempre più nel passato, insomma razze con caratteristiche che ricordano le scimmie antropomorfe, ma che poi scimmie non erano, attualmente si fanno risalire a circa 7 milioni di anni fa. Inoltre, i reperti hanno dimostrato che molte specie, tra l’uomo scimmiesco e l’ominide primordiale, si sono avvicendate, spesso parallelamente, in tempi simili e in diverse località.

Cosa è stato scoperto?

FIGURA 2 - SENTIERI SEGRETI DELL'UOMO NUOVO


Praticamente, le specie si sono evolute ma non attraverso un singolo percorso, piuttosto ci sembra di assistere a una specie di prove, di tentativi, una situazione molto diversa da quelle degli altri esseri, mammiferi inclusi.

Linee evolutive che nascono, magari sembrano parallele per un certo periodo ma che non si incontrano... oppure piuttosto spesso si scontrano, probabilmente combattendosi tra di loro. O, come pare, spesso è stata la Natura stessa a rincorrere l’uomo per tentare di adattarne il corpo alle nuove, strane esigenze di quella sua particolare forma di intelligenza, del tutto diversa da quella animale e gestita regolarmente dalle leggi del Creato in generale.

 

 

Proviamo a immaginarci graficamente questo schema:

Quindi, scimmieschi antropomorfi, ominidi e uomini primitivi, fino a trovare le due, ultime, principali specie, quelle più vicine al nostro tempo: il lungo periodo del cosiddetto Neandertaliano che (dopo aver dominato la scena per oltre 500.000 anni) darà le origini ai Sapiens, simili ma non uguali al predecessore. Per circa 200.000 anni le due specie coesistono, ma mentre il Sapiens si sviluppa e prende il sopravvento sul pianeta, il Neanderthal si estingue.

La Natura stessa, piuttosto che i conflitti che saranno sicuramente avvenuti, decreterà la fine di un’era e il nuovo esperimento per la specie umana più idonea: il mondo così diventerà del Sapiens, corredato dal suo nuovo, enorme, cervello e dalla sua intelligenza funzionale acutissima. Un essere in grado di adoperare utensili e sviluppare tecnologia, per assoggettare il mondo impervio e imprevedibile che lo circondava.

 

E Darwin? Beh, in questa evoluzione della nostra esistenza caratterizzata da salti e scatti pare c’entri davvero poco.

Il problema è identificabile nel fatto che non esiste una continuità evolutiva lineare della specie umana.

E’ vero che si trovano delle tracce dei predecessori nel DNA. E’ vero che i cromosomi di un uomo moderno sono in gran parte comuni a quelli di uno scimpanzé, eppure... la differenza tra l’uomo e la scimmia, ma anche tra la Neandertaliana, ad esempio, e Sapiens sono estremamente diverse.

Nonostante, ad esempio, orangutan e scimmie esistano da oltre 15 milioni di anni, esse si sono semplicemente adattate meglio all’ambiente ma, per il resto sono restate allo stato animale. Di diventare bipedi, nemmeno il tentativo: conservano felici la loro pelliccia e nemmeno si sognano di servirsi di materassi o forchette, né di cambiare dieta... se il loro habitat rimane intatto non hanno bisogno di altro.

Questo non vale per l’uomo: una specie si adatta e prosegue, poi ne arriva una nuova che si evolve non in sequenza ma, praticamente, in rottura e soppianta le altre precedenti. Insomma, mentre animali e insetti si evolvono dalle stesse specie, adattandosi all’ambiente, l’uomo cambia specie e modello per sottomettere l’ambiente che, altrimenti, gli sarebbe ostile.

Con gli altri esseri viventi, la Natura gestisce senza intoppi l’armonica evoluzione, con l’uomo, invece, prova a correre ai ripari, cercando continuamente di sistemare le cose il più rapidamente possibile.

Così, se adoperassimo il metro giusto e una visione onesta, vedremmo l’evoluzione di questa sola creatura, l’uomo, come una serie di cambiamenti funzionali, di cui, senza fare attenzione non ci accorgiamo.

Per fare un esempio, l’uomo si evolve così come la crosta terrestre si comporta con i terremoti, con gli scontri tra placche tettoniche: due forze ciclopiche si contrastano, vengono in tensione fino all’inevitabile spaccatura.

Interessante... ma noi perché non lo comprendevamo? Perché usavamo un metro inadatto: non si può misurare l’Everest col doppio decimetro e, allo stesso tempo, non ci accorgiamo di una frattura nell’evoluzione se essa si sviluppa in 30, 40, 50.000 anni. Sono dimensioni temporali incredibili se le misuriamo basandoci sul nostro tempo mentale ma se invece, giustamente, allarghiamo la nostra ottica e ragioniamo in svariati milioni di anni... beh, allora, 20, 30 mila anni sono un “battito di ciglia” per il nostro pianeta.

Bisognava leggere il fenomeno con la giusta scala di misura, con la giusta “attrezzatura”, un po’ come quando col microscopio adatto abbiamo scoperto in una goccia di poltiglia le informazioni sconfinate di un filamento di DNA.

Quindi, come abbiamo esordito, la nostra ottica sul tempo era talmente fugace che non riuscivamo a valutare come significativa la durata dell’accavallamento, tra specie del tutto diverse, per le quali la Natura, in primis, aveva decretato che la nuova soppiantasse la vecchia.

E allora, chi ci dice che tu che ci leggi ed altri, pochi o tanti, non siate la rappresentazione vivente che una nuova specie è in arrivo? Una specie simile ma con caratteristiche nuove. Una specie in cui la Natura, con la saggezza dei suoi recettori e la perfezione delle sue regole, sia ormai riuscita a mescolare, al meglio per questa epoca, la misteriosa intelligenza del sapiens con le capacità “esoteriche” e spiritiche perdute nel passato remoto, quando eravamo semplicemente animali?

Chi ci dice che tu che leggi non faccia già parte della specie del futuro? Quella del cosiddetto uomo Novis?

È già accaduto nel passato. La specie precedente soppiantata dalla successiva.

Nel nostro caso, la sensibilità verso la Natura e l’equilibrio psicofisico, anche trascendentale, che soppianta la semplice intelligenza funzionale, tipica del sapiens.

Un’intelligenza necessaria ma parziale, guasta e ormai obsoleta che ha creato rituali e modus operandi esecrabili nei confronti della Natura e delle leggi del Cosmo. Forse sopportabili in un passato non troppo lontano, quando eravamo al massimo poche centinaia di milioni, oggi inaccettabile ora che siamo vicini agli 8 miliardi, tanto che gli stessi capi sapiens, coloro che hanno creato i presupposti per tale crescita, smodata e criminale, sono proprio i fautori di complessi e esecrandi sistemi per eliminare non meno di un terzo dell’umanità, in tempi dolorosamente brevi.

E se è vero tutto ciò... cosa c’entrano le menzogne e come possiamo fare a riconoscere questo fantomatico uomo Nuovo, e da quanto potrebbe essere comparso sulla Terra?

 

Incompresi e confusi

Finora, ricapitolando, abbiamo dichiarato essenzialmente questi fatti:

- sulla Terra, così come è già avvenuto per centinaia di migliaia di anni, le specie di ominidi e poi di cavernicoli preistorici si sono avvicendate senza continuità ma attraverso delle vere e proprie fratture temporali che, relativamente all’improvviso, hanno soppiantato la vecchia razza con una nuova. Questo tipo di evoluzione a scatti continua anche oggi e, a nostro avviso, attualmente siamo nel pieno di una rottura, di una distinzione importante.

Cosa succede? Semplicemente questo: la specie Sapiens, per ineluttabili cause Naturali, sta per essere soppiantata da una nuova, la specie del prossimo futuro, quella che definiremo dell’uomo Novis.

- in secondo luogo, per cercare di dimostrare che questo processo è reale e attuale, abbiamo identificato due fattori essenziali, tali da causare una certa cecità rispetto a questa nostra speciale forma di evoluzione, assolutamente non intesa come darwiniana. Uno di questi fattori è il Tempo, cioè, la sua lettura in una scala più ampia, di modo che non ci sgomentiamo a leggerlo considerandolo in centinaia di migliaia o milioni di anni. Così, con questa ottica, renderci conto che 10 – 20.000 anni sono una facezia rispetto alla permanenza di una specie, naturale o semi-naturale, sul Pianeta.

La Terra, ad esempio, ha miliardi di anni. I dinosauri, per dirne una, sono esistiti per circa 300 milioni di anni e poi sono scomparsi circa 60 milioni di anni or sono. Gli scarafaggi e gran parte degli insetti, poi, vantano tra i più antichi alberi genealogici, come i vegetali: oltre 450 milioni di anni.

Ed eccoci ora ad eviscerare l’altro fattore fondamentale delle difficoltà a comprendere l’avvento dell’uomo nuovo. Avevamo detto che si trattava della menzogna, cioè uno status di bugie, manipolazioni e parzializzazioni della realtà e della storia.

 

Probabilmente negli ultimi 10 - 12 mila anni ce ne sono stati parecchi di uomini Nuovi, di Novis come diciamo noi, ma ci vorrebbe una conoscenza assolutamente pura dei manufatti, dei documenti e degli scritti della nostra Storia, al fine di identificarne almeno una parte considerevole ma, come dovreste ben sapere, la storia e i reperti del passato sono stati distrutti, manipolati, cancellati, secretati. E poi, così come i Sapiens sono stati “figli” speciali dei Neanderthal, ad esempio, così noi Novis nasciamo da coppie di Sapiens o miste... ma soprattutto: in quale contesto?

Nasciamo immersi in una civiltà plurimillenaria totalmente orientata verso le caratteristiche del Sapiens. Per capirci, siamo un po’ come il Tarzan della letteratura catapultato nella foresta e allevato da scimmie; a parte il sentirsi un paria, un diverso e magari un mezzo handicappato, che altro avrebbe potuto credere, se non di essere una scimmia sbagliata?

Per fortuna ci sono stati dei Novis così caparbi, così volitivi, così votati a una missione veramente impossibile (in quanto Sapiens “sbagliati”) che sono diventati incancellabili dalla Storia, se non manipolandone il messaggio e l’essenza stessa.

 

Ecco, quindi, un possibile elenco di uomini che sembrerebbero presentare le caratteristiche del Novis, e vi prometto che successivamente chiariremo i motivi di queste affermazioni per rendere più facile farsi un’idea di quanto detto.

Quindi, ricordiamo:

Osiride, Gilgamesh, Cheope, Buddha, Cristo, Socrate, Cicerone, Seneca, Boezio, Federico II, Galileo Galilei, Pietro l’Aretino, Girolamo Savonarola, Giordano Bruno, Gandhi, Malcom X, i fratelli Kennedy, Rosa Luxemburg, Martin Luther King, lady Diana, Hubbard, John Lennon, Thomas Sankara, Gorbaciov, i giudici Falcone e Borsellino, Aldo Moro, per citare alcuni dei nomi più famosi.

Vi sembra incredibile?

Bene, proviamo a ragionarci un po’...

Partiamo dall’inizio: secondo le scoperte l’ominide, poi uomo, non si è sviluppato ed evoluto in maniera lineare o comunque armonica, come accaduto per le altre creature.

Qualsiasi sia stata la sua misteriosa origine, l’ominide, poi uomo, si è comunque evoluto in qualche modo ma… a scatti; fratture improvvise e violente che lo portavano da una specie a quella successiva, che sicuramente si sviluppava primariamente tra gli esseri della specie precedente.

Insomma, non è che è nata una specie di ominidi poi sopravvissuta per un milione di anni e infine, di punto in bianco, ne è venuta al mondo un’altra, più avanzata, più dotata di intelligenza funzionale e più capace. Niente del genere, la specie B è figlia della A e si è comunque evoluta, solo che il passaggio dal tipo A al tipo B è stato, in termini geologici, praticamente subitaneo.

Inoltre, ovviamente, non è avvenuto che gli A si trasformassero tutti contemporaneamente in B, poi in tipo C, eccetera. Alcuni elementi nuovi del tipo B, sono venuti al mondo nel crogiuolo sociale del tipo A, e così via di seguito.

 

Bene, adesso veniamo al Sapiens, il più dotato di intelligenza funzionale dell’ultima sequenza evolutiva. Di lui si hanno tracce nella preistoria ed esse sono datate a oltre 300.000 anni fa.

Non possiamo leggere così lontano, almeno per ora, ma di certo abbiamo abbastanza reperti archeologici, di vere e proprie civiltà complesse della razza Sapiens, risalenti a oltre 10.000 anni or sono.

Dalle testimonianze, dai poemi, dalle scritture che probabilmente si rifanno a periodi ben più remoti, ci rendiamo conto di due cose dal punto di vista sociale: che siano stati ricchi o poveri, belli o brutti, re o schiavi, i Sapiens vengono rappresentati con le stesse caratteristiche e con gli stessi difetti. Avidità, violenze, sopraffazioni, atti di guerra, genocidi che, al termine, vedevano registrare come nobili ed eroici i vincitori e lerci mentecatti, i perdenti.

I loro profili psicologici erano essenzialmente intensi e violenti in coloro che si trovavano nelle posizioni di potere, mentre si mantenevano abulici e pecorili nelle masse servili. In poche parole, la vita quotidiana era praticamente la stessa di oggi: due o tre pasti al giorno quando possibile, abbarbicati alle classiche quattro mura (che esse fossero rappresentate da una palafitta, un antro o una reggia), dal punto di vista pratico cambia ben poco).

La curiosità, la sete di conoscenza, il desiderio di migliorare se stessi e il genere umano, l’afflato a raggiungere livelli superiori di spiritualità e di sopravvivenza erano e sono rimasti una prerogativa di pochi.

Ai nostri progenitori, come a miliardi di persone oggi, stavano a cuore poche cose: una zuppa sicura, un po’ di lavoro, per ricevere un compenso atto a sopravvivere e poi, la possibilità di svagarsi con la fantasia, osservando senza intervenire quelle manifestazioni che i potenti tessevano, per saziare il loro ridotto bisogno di emozioni: qualche sport più o meno cruento, spettacoli e rappresentazioni teatrali, la ricerca del piacere sessuale e un qualche culto, instillato di volta in volta a favore di alterne divinità, particolarmente in sintonia con le classi dirigenti e ricche. L’importante era poter confidare in qualcuno che procurasse l’illusione, la promessa, di poter continuare quella scialba esistenza anche dopo l’ineluttabile morte.

 

Questo, da una parte dell’umanità, quella del Sapiens... e dall’altro?

Da dove vengono fuori quindi queste personalità così diverse?

Superiori nella spiritualità, eccezionalmente altruiste nel dispensare fratellanza, rispetto per la Natura e per il Cosmo, addirittura rispetto per la collettività a discapito degli interessi di un singolo, rispetto per gli animali, disprezzo per le brutture, le ingiustizie, le menomazioni cui sono state sottoposte vicendevolmente intere popolazioni?

Ecco che un barlume di coscienza ci fa intravvedere ancora che l’uomo Nuovo potrebbe già esistere, essere qui tra noi fin da adesso e, per adesso, dobbiamo intendere migliaia di anni purtroppo senza una vera coscienza di sé, se non per un senso di disagio e diversità che non gli permette la stessa obesità psichica dei suoi numerosi, inguaribili simili.

 

Fiducia in se stessi e sintonia col Creato

Finora abbiamo parlato di piante, di animali, delle specie umane ma adesso è arrivato il momento di identificare più precisamente l’Homo Novis perché, se esiste davvero, dovrà pur avere delle caratteristiche specifiche che lo rendono diverso, nuovo rispetto al vecchio Sapiens.

Come al solito procederemo cercando di smontare un po’ gli slogan, tanto cari ai vertici dei Sapiens al potere.

In questa strana epoca dove tutti hanno ragione, dove tutti sono delle star, dove tutti si definiscono “scienziati” (anche se non ne hanno la preparazione, né le conoscenze e neppure la curiosità di sperimentare in libertà, tipica di uno scienziato degno di questo nome) in realtà, riguardo alla conoscenza dell’uomo e dell’universo, pochi passi sono stati fatti veramente in avanti.

Poiché tutti possono parlare, soprattutto ripetendo a pappagallo, abbiamo l’impressione di aver fatto grandi progressi, eppure non si tratta che di un fenomeno di ridondanza... ripetizioni di slogan e di luoghi comuni, di cui spesso si sa veramente poco.

La maggior parte delle cose che crediamo di sapere soprattutto sulla storia, sul Cosmo e sulla spiritualità, ad esempio, sono frutto di teorie, certezze illusorie o confusioni reali.

Quindi, cerchiamo di fare un po’di chiarezza ad uso e consumo del nostro uomo Novis. Quello che diremo non significherà niente, o quasi, per le masse Sapiens in stato di sudditanza, mentre, per i Sapiens delle élite al comando, lo stesso significherà poco, però “gli puzzerà”, perché loro sanno dell’avvento dei Nuovi, e di conseguenza lo temono.

 

Provate a pensare a una bella immagine del cielo notturno, le stelle del firmamento risplendono…

Quel che vediamo e che conosciamo del Cosmo si è dimostrato essere circa il 5% di ciò che VERAMENTE lo compone e che ne detta le leggi.

Fino a pochi anni fa, la convinzione era che l’universo fosse un vuoto infinito, poi c’erano dei “pallini”, più o meno luminosi cioè soli, galassie, pianeti… ma comunque, lo spazio interstellare era enormemente “vuoto” e, di conseguenza, il facilone e materialistico sapiens non vedendo niente giunse rapidamente alla conclusione che se era vuoto per i propri sensi, non c’era niente!

Finalmente, qualche scienziato coraggioso iniziò a preoccuparsi di indagare un po’ di più... oggi, quel vuoto, non è più così vuoto come si credeva. Grazie alla tecnologia si è scoperto che ciò che non vediamo non è che non esista, è semplicemente invisibile al nostro spettro percettivo. Così sappiamo che quel “vuoto” è composto da cose molto interessanti, infatti, con molta difficoltà, se ne stanno occupando per capirle, come la materia oscura e l’energia oscura.

Non che questo spieghi molto ma, quanto meno, finalmente ammettiamo che l’invisibile non è vuoto, al contrario, che forze, frequenze ed energie pazzesche coesistono nello spazio e che particelle non misurabili pervadono e attraversano l’universo, la materia e perfino noi stessi.

Ormai è sotto gli occhi di tutti: basta avere un apparecchio wi-fi per capire che “un qualcosa” senza fili è in grado di seguirci, sia all’aperto che in casa, trasportando fino a noi messaggi, immagini, interazioni.

Quindi esistono delle “onde”, delle vibrazioni o frequenze delle quali non abbiamo assolutamente alcuna percezione, e che pure hanno la capacità di ottenere un effetto sul nostro essere tramite le giuste apparecchiature.

Però, attenzione, ritenere che queste fantastiche capacità di trasmissione e divulgazione siano semplicemente scoperte dell’uomo e degli scienziati, sarebbe come dire che l’acqua potabile l’ha creata colui che ha inventato il bicchiere.

In Natura tutto questo esiste, il Cosmo intero è regolato da leggi e interazioni che, caso o non caso, si sviluppano, si rigenerano e in un modo o nell’altro funzionano!

Ecco cosa permette a piante, animali ed esseri viventi di questo pianeta di avere un’esistenza individuale seppur governata da leggi Naturali.

Ecco cosa permette ai cuccioli di imparare ad esistere secondo i dettami della propri specie; cosa permette agli animali di riconoscere il cibo sano da quello velenoso, di fiutare il pericolo, di temere il calore.

D’altro canto, tutto ciò consente al “Gestore” e all’analizzatore degli equilibri dell’ecosistema di riconoscere i cambiamenti di stato e di adattare le creature viventi alle esigenze dell’evoluzione.

E allora: quale ditta di telefonini ha gestito, per miliardi di anni, questa interazione tra progetto dialettico del Cosmo e i singoli esseri viventi? Quale ponte radio tiene in contatto queste leggi con ogni piccola, singola, creatura? E dove è conservata, in quale spazio fisico si trova la memoria di queste infinite esperienze che permettono al leone di crescere, alla menta di nascere aromatica, ai pianeti, ai soli, agli universi, così come ai batteri... di comportarsi in maniera equilibrata, a prescindere dalla macroscopicità o la microscopicità delle creature interessate?

 

Bene, tutto questo al Sapiens non va a genio! Non lo capisce, ma non gli va genio... non gli va a genio che tutto ciò non sia sotto il suo controllo. I capi dei Sapiens detestano questa incapacità di controllo, perché loro si credono potenti: più sono ottusi e sordi, più si ritengono fenomenali, nonostante collezionino fallimenti, errori, disastri da migliaia di anni, proprio a causa del loro violento desiderio di ignorare la Natura e le sue leggi.

Cosa è successo all’uomo, all’ominide che ha lasciato lo stato scimmiesco non lo sappiamo, ma di certo è avvenuto qualcosa che ha rappresentato un violento divorzio tra il nuovo essere e le leggi della Natura.

 

All’ominide non più animalesco non restava alcun contatto con madre Natura.

Come un alieno precipitato su un pianeta che non conosce, i nostri progenitori si sono trovati in un ambiente del tutto ostile a chi non ha una memoria collettiva naturale, ereditaria e a chi non può servirsi delle caratteristiche extra-sensoriali degli animali e degli altri viventi.

Nei millenni la Natura ha poi fatto del suo meglio per il nuovo essere malato: ha cercato di aumentare la sua intelligenza funzionale, un’intelligenza meccanicistica, in grado di cercare soluzioni tecniche materialistiche pur di tentare di garantirsi la sopravvivenza, anche se in condizioni disperate.

Sono passati centinaia di migliaia di anni: da un lato la Natura che cercava di riportare all’interno delle sue leggi l’essere menomato, dall’altro l’umano terrorizzato dalla miseria, dalla morte, dalle difficoltà di insediamento e di procurarsi il cibo.

La Natura ha cercato di operare al meglio ma il tempo non le bastava; mentre il povero ominide annaspava  basandosi solo sulla nuova facoltà, l’intelligenza funzionale. Purtroppo questa caratteristica, salvifica nell’emergenza, ha però procurato nell’uomo sentimenti innaturali: l’avidità di avere più degli altri, il desiderio di dominio sui propri simili, la violenze le guerre di sopraffazione.

I potenti tra i Sapiens continuavano a perpetrare i loro progetti sbagliati, incapaci di prevedere le conseguenze di quegli stessi squilibri che essi provocavano. La soluzione ai loro macroscopici errori e alla loro presunzione era, ed è rimasta, sempre la stessa: la violenza inaudita e mostruosa contro i propri simili e le altre specie viventi.

Oggi, infatti, siamo nuovamente sull’orlo di una crisi epocale... e perché?

Perché i potenti tra i Sapiens, avidi e dissoluti, ancora una volta hanno permesso e gestito una catastrofica rivoluzione industriale, mettendo al vertice dell’esistenza la ricchezza senza freni e la produzione a profusione di beni, spesso inutili, come unico obiettivo per lo sviluppo dell’umanità. I loro sudditi e gregari, i sapiens pecorili, si sono adattati con gioia e fiducia a questa catastrofica gestione, senza freni e senza controllo. E oggi sono alla resa dei conti: come Pinocchio, Lucignolo e i loro compagnucci, le masse non hanno voluto riconoscere la catastrofe che stavano alimentando con le loro stesse mani.

Sovrappopolazione, inquinamento, asfissia degli oceani, acque appestate, terreni devastati, animali massacrati in catene di montaggio, come fossero auto da rottamare.

Ebbene, il Paese dei Balocchi oggi ci presenta il conto che questa volta sarà salatissimo, e proprio i Sapiens pecorili, quelli che sperano sempre nella bontà del pastore, ne faranno le spese maggiori. “Andrà tutto bene” è lo slogan, completamente al di fuori di ogni logica, che sono costretti a recitare con la cieca fiducia di sempre nei loro capi mentre, in realtà, si stanno consegnando gaudenti e fiduciosi proprio nelle grinfie dei loro spietati aguzzini.

Eppure proprio in questo momento, tanto buio e incerto per la sopravvivenza, la Natura ancora una volta ha compiuto il miracolo! Ma sta a noi Novis riuscire a innescarlo, a comprenderne i tempi, a riconoscere e capire questa nostra nuova specie!

Cari Novis, rendetevi conto di Voi.

Le vostre incertezze, i vostri dubbi, la vostra curiosità, quelle che gli altri vi hanno dipinto addosso come debolezze... la vostra sensibilità.

Voi che soffrite se un agnello viene soppresso e ne sentite ancora il dolore quando giace scuoiato in una vetrina.

Voi, a cui una musica, un quadro raffinato, un libro favoloso provoca un inspiegabile ma intimo contatto con l’artista che lo ha creato e con il suo mondo interiore, nonostante possano essere passati secoli da quella creazione.

Voi che in un campo sentite le grida di dolore per una battaglia di tanti anni fa...

Voi, a cui si rizzano i capelli sulla nuca in determinati luoghi... volgarmente detti “infestati”.

Che ammirate il cosmo e vi stupite guardando le stelle, convinti che un messaggio intellegibile ma potente stia cercando di parlarvi...

Che sentite la miseria spirituale e la pochezza di tanti vostri simili, ma non riuscite a trattenervi dall’aiutare gli altri. Perché è violento e irrefrenabile il vostro senso di appartenenza all’umanità, in cui vi sentite immersi come parti del tutto e non singole unità egoistiche.

 

Voi che intuite... voi che avete orizzonti più vasti perfino degli scienziati (e voi stessi ve ne stupite).

Ebbene, se siete così, vi invito a non restare nel dubbio e nell’incertezza!

E’ il momento di riconoscere il miracolo della Natura: gentili amici, finalmente l’uomo è tornato, dopo millenni, a sentire la voce della grande Madre.

Pensatori, Filosofi, Umanisti, Eroi, persone semplici ma capaci di enorme “pietas” hanno sentito, da millenni, questo richiamo, questo bisogno di tornare in equilibrio col Cosmo.

 

Le persone “speciali” che abbiamo portato ad esempio erano proprio come voi e me, sentivano la voce misteriosa dell’ultra sensibile, e che male potevano mai fare? Erano proprio come noi, sensibili e rispettosi all’estremo, incapaci di offendere, riluttanti verso ogni violenza... eppure:

eppure sono state uccise, o incarcerate, perseguitate, distrutte con la forza.

E perché?

Perché i capi dell’élite dei Sapiens avevano, ed hanno, una profonda paura di loro!

In quanti articoli di quotidiano, in quanti film, in quanti libri, avete sentito raccontare del “terrore” che nei politici e nei capi religiosi suscita il famigerato potere delle masse?

Quante sciocchezze avete sentito riguardo alla temibile “opinione pubblica” che avrebbe tanto potere da capovolgere imperatori e ribaltare governi?

Tutte menzogne, credetemi, le élite dei Sapiens non temono i loro miliardi di sudditi pecorili: li dominavano senza difficoltà da oltre 10.000 anni ed hanno continuato a gestire le loro greggi, belanti e spaventate, fino al giorno d’oggi.

No, amici miei, non lasciatevi ingannare dalle fuffe e dai paroloni: i Sapiens al potere non hanno bisogno di avanzate tecnologie per dominare le greggi pecorili... conoscono fin troppo bene i loro sudditi proni.

Guardate a quel poco di Storia cui ci permettono di accedere: sono millenni che le masse felici e ignave accettano le più sconsiderate torture, i più sanguinolenti massacri, i più efferati genocidi senza che i Sapiens al potere abbiano avuto bisogno di dispositivi elettronici d’avanguardia, di chip sotto-cutanei, di tracciamento degli spostamenti.

No, amici miei, loro sanno bene come comandare col bastone e la carota. Loro temono noi, loro temono l’uomo Novis e non certo quando blateriamo di pace tra le genti, di felicità, di giustizia e di benessere reale per i popoli, assolutamente no! Per ogni Novis che alza la cresta hanno già prenotato il sicario per eliminarlo!

No, essi temono i “risvegliati”; essi temono i Novis che prendono coscienza del loro nuovo stato di essere, semplicemente perché il Nuovo risvegliato è l’erede della Natura, il successore naturale della specie Sapiens morente.

I Sapiens che governano il mondo credono di salvarsi dai loro disastri contro Natura, decimando la popolazione, tornando a un falso paradiso abitato da pochi di loro e qualche centinaia di milioni di sudditi.

Ma la Natura ha decretato il loro tempo e le leggi del Cosmo li hanno già condannati.

 

Lo Spirito non ha bisogno di sindacalisti: le religioni monoteiste

La confusione dell’uomo Nuovo che, da quel che sembra era già presente da millenni sulla Terra, dipende essenzialmente dal contesto in cui si è sviluppato, nonostante le condizioni avverse.

Perché? Perché la nostra civiltà attuale, figlia di centinaia di migliaia di anni, è nelle mani dell’homo Sapiens e da questi gestita.

Che si tratti dell’ultimo analfabeta del paese più retrogrado, oppure del magnate multimiliardario... dello “scienziato” addomesticato dal regime o, addirittura dell’esponente della più segreta e potente setta di tipo massonico (una di quelle che tiene i fili della scienza e delle credenze del mondo), se ci troviamo di fronte a un Sapiens, potete stare certi che i suoi “valori” sono sempre gli stessi. Semplici, addirittura banali: potere, avidità di ricchezza materiale, esibizionismo smodato appena se ne presenta l’occasione e, spesso, estremi appetiti di tipo sessuale.

Questi “valori”e  questi desideri il Sapiens al potere, se necessario, li appaga quasi sempre ricorrendo alla menzogna, poi alla minaccia e infine al terrore e alla violenza.

Però quando il Sapiens fa parte della massa, frustrato e sottomesso dalla società gestita dal più forte, allora non ha l’opportunità di esercitare facilmente questa sua violenza, quindi si fa furbo e si pone nella società come vittima pecorile, come operaio scodinzolante, serbando in cuore una serie di malumori e falsi scopi: si convince che chi è al potere non può che agire per il suo bene, che chi è al potere, dopotutto, si espone in prima persona... e oggi lo applaude ma, se domani cade, sarà pronto a sputare sul suo cadavere.

Dopotutto se il Sapiens al Top è ricco, potente e famoso, un motivo ci dovrà pur essere!

Ma se poi cade dal suo piedistallo? Come volevasi dimostrare: l’uomo della strada si trasforma in sputa sentenze.

Vince lui perché, alla fine, meglio non mettersi troppo in mostra e tenere un profilo basso: una bella vita da parassita che sfrutta la situazione si è dimostrata spesso una scelta molto furba.

 

Non bisogna prestare ascolto a tutte quelle ciarle sul cosiddetto maschio Alfa e sulle immense capacità dei tanto esaltati Leader, dei General Manager: se sono dei Sapiens il loro limite, comune ad altri miliardi di individui, è la struttura del loro cervello. Esso è ancora troppo malato per poter ritornare in sintonia con madre Natura e con le leggi Cosmiche.

Nel Nuovo finalmente la Natura è riuscita a trovare il giusto compromesso per permettere alla Mente di lavorare bene con il cervello rinnovato e di sentire la Spiritualità, così da poter raggiungere i livelli utili all’interconnessione col Creato e con i propri simili.

Tutto è pronto e sarà messo in atto appena il Novis si convincerà del proprio nuovo livello di esistenza e consapevolezza, così da inizierà a “vedere” senza più i paraocchi dell’educazione sapiens.

Nella certezza del sé potrà esercitarsi per riprendere il naturale possesso della telepatia originaria e degli altri doni, di cui potrà usufruire l’essere speciale e meraviglioso: finalmente padrone del mondo ma in qualità di difensore strenuo e capace di quel pianeta che, proprio come sapiens, ha provato più volte a distruggere definitivamente.

Inutile provare a spiegare loro determinate cose, determinati equilibri, valori fondamentali per ottenere un futuro degno e raggiungere livelli superiori dell’esistenza... ci si perde il tempo e, se si insiste, anche la vita.

Tornate un attimo al capitolo tre, troverete un breve elenco di nomi, evidentemente di Novis, che hanno in comune molte cose ma la più significativa è che quasi tutti sono stati assassinati, o condannati a morte senza aver MAI fatto male neppure a una mosca, oppure hanno fatto una fine poco chiara, che puzza di veleni e di pozioni letali.

Questi personaggi, in linea di massima, hanno tentato di operare il bene ma a favore di chi? Dei Sapiens pecorili e servi, sottoposti ai Sapiens che detenevano il potere... il risultato è che il Novis ci ha lasciato le penne e i Sapiens hanno tirato a campare, finti tonti, immersi nella loro ipocrita sottomissione.

Pecore di comodo e vigliacche che all’occorrenza, se ne hanno l’occasione, diventano “pastori” più infami e traditori dei loro predecessori...  se osservate con sguardo onesto la politica, queste affermazioni sono sotto i vostri occhi.

 

Adesso vi invito a ritornare su uno dei due temi, principali responsabili della confusione culturale, che hanno influenzato il Sapiens e che confondono anche l’Uomo Nuovo catapultato e cresciuto in questa civiltà gestita con la menzogna.

Cartesio è vissuto oltre 500 anni or sono, lui sicuramente è stato un uomo Novis, purtroppo non poteva saperlo, pur rappresentando il fior fiore della nuova specie con le sue eccezionali capacità di pensatore.

Questo signore è il padre del famoso “Cogito, ergo sum”, diciamo anche che, all’epoca, provò senza riuscirci a scalzare il più antico e “mefistofelico”, “Dubito, quindi sono!

Per riuscire a valutare se si è Uomini Nuovi, ma anche per imparare a dominare la “menzogna”, è opportuno tenere ben presenti entrambe le affermazioni: il Cogito e il Dubito.

Per questo vi condurremo attraverso un breve excursus nel quale, per capire l’uomo, ci interesseremo degli animali. E, cosa ancora più sorprendente, forse per la prima volta nella vostra visione della storia Naturale, procederemo però in un senso inverso: per studiare l’uomo non cercheremo di differenziarlo dalle bestie rispetto a ciò che “egli ha”, ma cercando di identificare ciò che gli manca rispetto ad esse.

Il pianeta Terra, unico nel suo genere (almeno per la nostra esperienza) è vivo.

Dalle sue rocce e le sue terre emerse, dal suo magma vulcanico, dai suoi oceani sconfinati attraverso un processo di miliardi di anni questa sua vitalità si è sviluppata, evoluta in fenomeni successivi sempre più vitali e eterogenei. Quindi, sulla roccia sono nati funghi e licheni, piante, alberi e poi ancora insetti e animali, e sotto i mari, ugualmente, si è sviluppata altra vita adatta ai tempi e alle condizioni del periodo. L’homo Sapiens, secondo la sua classica mentalità di impadronirsi del potere sulle cose, per usarle (spesso in maniera insensata e distruttiva) appena ne ha avuto facoltà, si è lanciato con accanimento in una caccia senza tregua, alla ricerca di CHI ha creato tutto questo e di CHI governa il pianeta e la Natura. Solo in pochi osteggiati, dileggiati o, addirittura perseguitati, hanno cercato di capire il COME funzionano le leggi che governano il mondo e non tanto il CHI.

Se sei un Novis, ti invito a uscire dallo schema del falso pensiero inscatolato del Sapiens e di seguirci nel cercare le indicazioni sul come avvengono, sotto i nostri occhi, fenomeni meravigliosi e complessi, per i quali i furbi capi Sapiens hanno cercato, anche con l’uso di mercenari e falsari, di farti impantanare in sentieri sbagliati che non portano da nessuna parte.

Quindi, manda a quel paese, per adesso, la ricerca del CHI e analizziamo attentamente il COSA per arrivare al COME.

Il primo passo da fare è scendere un attimo dal piedistallo e fare proprio un concetto evidentissimo: in Natura (l’entità padrona della vita presente su questo mondo) non esiste il concetto di migliore o di superiore a... se la formica è piccola, se il serpente striscia e non ha arti, se bufali e rinoceronti se ne stanno beati in maleodoranti acquitrini, se i pipistrelli se la spassano nelle grotte in totale assenza di luce, non è perché sono “carenti” di qualcosa di meraviglioso che l’uomo ha... non è che gli mancano sensi, pezzi e attributi, è semplicemente perché, loro, sono fatti così! E come sono fatti e le caratteristiche che hanno sono esattamente quelle che gli servono, e basta.

Se le condizioni in cui devono sopravvivere cambiano, gli esseri cambiano e, se possibile, si adattano altrimenti la Natura che gestisce la Vita si arrende al cambiamento e si concentra su altri esseri, più idonei alle nuove condizioni.

Ma come fa la Natura a “dialogare” con gli esseri viventi?

Come fa un’entità (a noi sconosciuta) a conoscere e valutare dati, a cercare delle soluzioni alle problematiche, agendo sempre per il meglio, in relazione al concetto generale di: Sopravvivenza?

Come fa a “dialogare” con questo ecosistema in mancanza di fili e di cavi elettrici? Di microfoni e telecamere? Come conosce le esigenze del verme nel deserto? Come si è imposta alla struttura degli elefanti? Come ha dotato di una struttura incredibile dei pesci che hanno pensato bene di vivere a miglia di metri di profondità, capaci di sopportare una pressione di tonnellate senza restare schiacciati?

A quale scuola si iscrivono i cuccioli, i neonati di uccelli, animali, pesci, per essere in grado di sopravvivere perfettamente in poche settimane o mesi, acquisendo tutte le conoscenze utili per la loro specie?

Quale groviglio di antenne e cavi insegna agli animali dove trovare pascoli, acqua riparo, come coprire immense distanze senza perdersi? A pesci e uccelli dove e quando migrare? Dove e quando riprodursi? Chi ha spiegato alle anguille come si attraversa il mondo dai Sargassi al delta del Po e infine nascere in acqua di mare, per poi adattarsi senza difficoltà all’acqua dolce, risalendo fiumi, colonizzando laghi... e poi, viceversa?

E’ un puro caso?

Vi sembra possibile?

Il caso è una singolarità... nessuna combinazione di eventi e materia, se non perfettamente calibrata, avrebbe potuto garantire la vita sulla Terra per miliardi di anni!

Quindi?

Quindi, noi che siamo intelligentissimi, dobbiamo deciderci a comprendere bene come stanno le cose!

Il Sapiens ci ha provato... e ha fallito.

Ha fallito perché reso schiavo di una cultura ipocrita e maligna.

Come un bambino prepotente e viziato ha cercato di adattare il “giocattolo” alle sue idee e alle sue convinzioni e alle sue immediate convenienze... ma il Mondo non è un giocattolo e ciò che non comprendi non è inadeguato, forse, al contrario, sei tu che non ti poni con il dovuto rispetto nei confronti di ciò che non capisci.

I potenti, tra i Sapiens, si sono basati sul principio di Negazione! Ma anche l’ultimo morto di fame, miserabile e parassita della specie dei Sapiens, si è trovato perfettamente d’accordo... anzi, al contrario, ha fatto della sua ignoranza una prerogativa essenziale, appoggiandola alla pastura culturale fornita dal potere.

Non ha mai dato troppa importanza alla realtà dei fatti ma si è arreso, pecorilmente, in maniera raccapricciante alla follia dei dettami di chi assurge al potere. Reputava che adeguarsi a una Fonte autorevole potesse salvaguardarlo da ogni responsabilità e risparmiargli qualunque problema di scelta.

Perfino oggi, dopo migliaia di anni di cosiddetta civilizzazione, di civile le masse dei Sapiens hanno ben poco.

Non ha nessuna importanza o efficacia sul loro modo di agire qualsiasi sacrificio, qualsiasi lotta, qualsiasi tentativo, da parte dei Novis, di scuoterli dal loro stato di folle sudditanza. Per essi vale solo una regola: il conformismo, purché dettato da una Fonte autorevole, promulgata come tale dal Potere.

Purtroppo per noi tutti, al Potere, al comando delle masse ci sono quasi sempre dei Sapiens e, quando un Novis riesce a fare breccia e a cercare di riabilitare le malefatte e i soprusi contro la vita, perpetrati dai Sapiens, fa quasi sempre una brutta fine: assassinato, crocifisso oppure colpito improvvisamente da qualche strano imbarazzo, tipicamente ascrivibile a veleni, droghe, improbabili incidenti.

 

Quindi, qualcosa dovrebbe da subito saltare agli occhi più acuti di un Novis:

- esiste su questo ecosistema sperduto nello spazio un’Entità, un Orologio trascendente, una guida invisibile che gestisce e interviene su tutte le specie viventi, persino sull’orografia e sui fenomeni vulcanici e tettonici

- esiste certamente un sistema di comunicazione che adatta e gestisce; che permette e mantiene un contatto dialettico tra la Natura, i fenomeni e le specie.

Nei frammenti di alcune antiche culture questo gestore invisibile, questa memoria trascendente è stata citata...

Ma sull’uomo? Quale effetto, quale potere, quale rapporto hanno avuto ed hanno le specie umane con questa energia invisibile, eppure tanto potente e intelligente da gestire e permettere la sopravvivenza a miliardi di esseri, in un equilibrio dinamico talmente perfetto da svilupparsi, autoregolarsi e sopravvivere per milioni e milioni di anni?

 

E' l’uomo è la scimmia di Dio

Nella letteratura cattolica c’è una maggiore tendenza a definire Satana, il diavolo, come scimmia di Dio (meglio, di “un dio”) ma questo è un libro che si occupa di fatti, di cose che possiamo osservare facilmente nella realtà, se solo abbiamo la compiacenza di guardare con i nostri sensi, senza l’infarcitura di milioni di parole, interpretazioni, interpolazioni, filosofie e malevoli menzogne.

Quindi lasciamo in pace il nostro Satana che onestamente non vediamo da nessuna parte e occupiamoci di due “elementi” sicuramente presenti in Natura e perfettamente visibili: l’uomo e la divinità. L’uomo, più o meno, lo conosciamo, lo possiamo osservare bene e potremmo iniziare ad analizzarlo già solo guardandoci allo specchio, in tutti i sensi.

Riguardo alla “divinità” il discorso sembra più complicato ma, sempre se vogliamo trovare la forza e il coraggio di pensare con la nostra testa, lo si può semplificare: identifichiamo con “dio” tutta la parte inconoscibile della Natura e del Creato. Quindi: l’Universo, il pianeta Terra, la presenza di vita vegetale e animale e le sue “origini misteriose” .

Pertanto, torniamo all’enunciato:

- l’uomo (origini a parte) lo conosciamo abbastanza.

- il Dio, lo identifichiamo in ciò che non conosciamo, ma che cerchiamo di comprendere, di misurare, di analizzare… in realtà potremmo dire che il Divino è semplicemente la scienza, ma sottoposta al controllo delle organizzazioni religiose. In questo modo il Creato, qualora sia mai stato realmente creato da qualcuno, e l’evoluzione, qualora esista veramente una cosa del genere, sono pur sempre una manifestazione della volontà dell’uomo, dove un qualsiasi Dio non ha mai detto o scritto una sola parola che sia passata, senza intermediari, dall’inconoscibile fino a noi!

- e il diavolo? Per il povero Satana ce la sbrighiamo in fretta, è addirittura più invisibile e inconoscibile del “dio” di turno… ma, così come non sappiamo realmente niente di scientificamente provato dell’esistenza di Dio, di Satana, il male assoluto, la malvagità fatta persone, il falsario, l’imbroglione e l’assassino, lo stesso non abbiamo tracce, se non nel comportamento degli uomini, di moltissimi uomini della specie detta Sapiens.

E a cercare di coinvolgere un invisibile Lucifero nelle continue malefatte di parte del genere umano, ebbene: ci vuole proprio una bella faccia tosta!

Quindi, probabilmente, sarebbe meglio rivedere la frase iniziale ridefinendola: L’uomo Sapiens è lo “scimmiottatore” di dio.

Cerca di comprendere il Creato e la Natura sì ma solo per scopi utilitaristici; non analizza l’opera del tanto decantato Dio ma semplicemente la misura, la valuta in maniera esclusivamente materialistica, e poi ne approfitta, malamente e volgarmente senza neppure preoccuparsi delle EVIDENTI conseguenze del suo scellerato scimmiottare.

E, se è vero che le opere dell’uomo Sapiens raramente sono utili e proficue per l’umanità; se è vero che le conseguenze di invenzioni e stili di vita, che nell’immediato sembrano un progresso, in realtà non fanno (o faranno) che danneggiare un’altra parte dell’umanità, fino a rivoltarsi anche contro i fortunati beneficiati, che in pochi anni, pagheranno amaramente lo scotto di tanta scelleratezza.

Lo scimmiottare non paga, soprattutto quando a comandare e a gestirlo ci sono i più furbi al posto dei più sensibili e intelligenti.

 

Apologia del Sapiens

 

Prima di comunicarvi ulteriori caratteristiche che vi permetteranno di “riscoprirvi” uomini (e donne) Novis, è giusto chiarire il punto di vista che potremmo ritenere quasi come universale, questo se siamo in grado di concepire, senza paraocchi e dissimulazioni, la realtà degli avvenimenti storici e preistorici che riguardano le origini dell’essere che definiamo umano.

Con tutto il dovuto rispetto per Madre Natura, dobbiamo arrenderci a una realtà evidente: senza l’intelligenza funzionale, depredato del suo cordone spirituale di contatto con le leggi del Cosmo, incapace di rapportarsi ai suoi simili con le caratteristiche extra-sensoriali tipiche degli altri animali, l’ominide non sarebbe assolutamente riuscito a sopravvivere in un mondo ormai a lui alieno che non capiva più.

Per chi ha un po’ di infarinatura per le tante teorie degli studiosi e degli appassionati che si rompono la testa tra varie ipotesi, rimane del tutto inutile riesaminare le tante proposte su realtà che, per il momento, non ci sono note.

È invece evidente ciò che è successo dopo questo crack, questa violenta, primaria, rottura tra la Mente, lo Spirito e il corpo dell’uomo.

In un determinato momento, forse in maniera abbastanza repentina, l’uomo primevo ha perso il contatto con la fonte dei dati caratteristici, e propri della sua specie, e ha perso le interconnessioni necessarie a rapportarsi con il resto del Creato.

 

Osserviamo le principali evidenze di questo pericolosissimo e drastico cambiamento.

Rispetto ai suoi più probabili cugini: orangutan, scimmie, scimpanzé, l’ominide ha perso la caratteristica di quadrumane, importantissima per la sopravvivenza della specie, nei territori dove esso viveva. Ha perso il 90% della sua agilità e della velocità, la capacità di arrampicarsi rapidamente sugli alberi, di spostarsi tra i rami di cima, divenendo di conseguenza facile preda dei carnivori e di altri animali pericolosi e aggressivi.

Ha perso il pelo, la pelliccia fondamentali per ricoprire la pelle delicatissima in un ambiente naturale come quello terrestre, sia come difesa da rami, rocce taglienti e piante urticanti, sia per preservarsi dagli eventi climatici come la pioggia, il caldo insopportabile e il freddo mortale. Anche per l’igiene e la salute del corpo, la pelliccia svolge una funzione vitale per i mammiferi.

Ha perso la capacità di riconoscere i cibi che la Natura aveva selezionato per la sua specie, adatti alla sua dentatura e alla masticazione, adatti, insomma, al suo nuovo e strano apparato digerente.

L’uomo sperduto nelle praterie e nelle savane non sa cosa mangiare, inoltre parecchie delle cose che cerca di mangiare imitando gli animali non sono più adatte per il suo nuovo metabolismo. La Natura non avrebbe mai potuto sopperire così rapidamente, tanto da adattare quell’essere nuovo e misterioso, che era fuori da ogni schema evolutivo, e quindi ha iniziato a inseguirci, facendo del suo meglio per raggiungerci e riportarci sotto il suo ecosistema, salvifico e protettivo.

L’ominide non ha più nessuna personalità, nessuna coscienza di sé, probabilmente non riesce neppure a rendersi conto se gli altri ominidi che si ritrova intorno sono della sua stessa specie, o sono altri tipi di animali  come tutti quelli che vede intorno a sé.

Non ha percezioni extrasensoriali quindi, tra le altre, ha perso la capacità telepatica per comunicare notizie, spostamenti, strategie agli altri membri della sua specie.

Nei millenni, con uno sforzo sovrumano, inizierà a scambiare suoni gutturali e segnali visivi con gli altri umani, amici o nemici che fossero. Per questo motivo è riuscito ad adattare la cavità orale e la lingua, organi dedicati all’alimentazione e alla digestione, a questo nuovo sistema di comunicazione, costituendo suoni sempre più articolati fino a trasformare tutto questo

 nel linguaggio, un sistema di comunicazione complesso ma estremamente limitato, nonostante gli “osanna” delle comunità pseudo-scientifiche di regime.

Infine pur di garantirsi la sopravvivenza, ha dovuto allargare la sua dieta in maniera inopportuna,  iniziando a imitare i carnivori e, soprattutto, i divoratori di carogne, gareggiando con le iene, gli sciacalli e gli avvoltoi. Questo nonostante non avesse né la giusta dentatura né l’apparato digestivo adatto. Per fortuna la carne e gli organi si dimostrarono tra i cibi più calorici e a portata di mano e così l’uomo, divenuto carnivoro, non disdegnò neppure di cibarsi di altri esseri umani.

Fu una scelta estrema e pericolosa che, purtroppo, aiutò l’uomo a sopravvivere e a espandersi con maggiore successo, ma fu una batosta potentissima alla sua già traballante integrità psicofisica ed etica.

 

Per questi motivi risulta chiaro che non possiamo avercela con i nostri progenitori: hanno fatto del loro meglio. E’ grazie al loro sacrificio e alle loro sofferenze che noi esistiamo ancora oggi, sulla Terra di oggi.

Ma sono passati centinaia di migliaia di anni!

Gli scenari sono cambiati: specie di primitivi sono state soppiantate da nuovi individui, più adatti, più evoluti... e non certo perché nei loro pesanti vocabolari fossero presenti più parole, né perché i loro strumenti tecnici fossero più sofisticati...

Una scienza esclusivamente materialistica; società comandate, terrorizzate da religioni egemoniche e false che hanno fatto, nel bene o nel male, il loro tempo.

Ormai è inaccettabile questa struttura sociale, cosiddetta Piramidale, consolidatasi chissà quando in un passato remoto. In questa fase, prerogativa dell’era Sapiens, alcuni, pur non avendo alcuna caratteristica “superiore” all’umanità in generale, anzi, condividendone le stesse malattie cerebrali e gli stessi limiti psichici, hanno iniziato ad arrogarsi il diritto di porsi al di sopra degli altri e di sfruttarne l’esistenza per scopi esecrabili di avidità e sopruso. Addirittura, a volte, divinizzandosi come essere speciale in contatto diretto con “un dio” di comodo.

Questo tipo di egemonia ha fatto sempre ricorso alla violenza e al terrore per mantenere il potere.

Inoltre una volta che i capi dei Sapiens hanno raggiunto con estrema astuzia una posizione di superiorità, da un lato si sono resi conto che, le masse, nel momento in cui si lasciano dominare, si adagiano demandando il compito di pensare e decidere a chi hanno imparato a considerare come leader e, dall’altro lato, che la supremazia presuntuosa poteva trasformarsi in reale potere sulle decisioni delle collettività pecorili, sempre propense a lasciarsi illudere nell’attribuirsi, pur vigliaccamente, illusorie caratteristiche di superiorità sulle altre specie, del tutto campate in aria.

Come è già successo nelle fratture evolutive tipiche dell’Umano, attualmente ci troviamo di fronte a un nuovo passaggio, iniziato oltre 10.000 anni or sono e del tutto incompreso, se non oggi, grazie principalmente una presa di coscienza che proviene soprattutto dalla possibilità di divulgazione della conoscenza, attraverso prima la stampa e, ora il Web; una situazione di interscambio di conoscenza e cultura mai riscontrata prima.

 

Il sacrificio richiesto ai Novis è davvero enorme, visto che essi devono servirsi della vecchia struttura cognitiva per creare una struttura accettabile su cui collocare i nuovi concetti.

Vedete, sono migliaia di anni che i Novis “sentono”, percepiscono e vibrano in maniera alternativa rispetto ai Sapiens della vecchia generazione ma, finora, che ne è stato di loro?

A parte i Novis perseguitati, imprigionati o eliminati, tantissimi altri sono stati dileggiati, offesi, ridicolizzati ancor oggi... etichettati come sognatori, streghe, alchimisti illusi e ridicoli, pensatori utopistici.

A confondere loro le idee è stata anche la scaltrezza raffinata dell’intelligenza funzionale del vecchio Sapiens, i capi delle élite. Infatti, gli svegli predatori  hanno intuito che, dietro le fantasticherie e le sensazioni profonde dei ricercatori Novis, si nascondevano “forze e pulsioni” interessanti: come la convinzione profonda di una vita spirituale che trascendeva la morte del corpo; che in determinate circostanze e stati d’animo si potevano intravvedere livelli superiori di esistenza e, infine, che l’Amore, l’intreccio invisibile ma potente che poteva pervadere due o più esseri umani, aveva la capacità di far effettuare alle persone azioni incredibili e introdurre nel loro animo convinzioni incrollabili.

Quindi, come potete capire, ci siamo trovati per oltre 10.000 anni in un guazzabuglio inestricabile... di menzogne, mezze verità, illusioni e promesse, il tutto senza nessuna valenza pratica o scientifica, tranne quella di permettere “buon gioco” ai mistificatori delle religioni in auge, che hanno potuto controllare e dirigere meglio le società sottoposte alle loro scaltre suggestioni.

Ma oggi, nonostante gli ostacoli e le soppressioni, la scienza, pur serva dei padroni, non può più combattere con i paroloni e un millantato prestigio il violento colpo ricevuto dalla tecnologia: oggi non si possono più nascondere i fenomeni invisibili, come le radiazioni, gli spettri inavvertibili all’occhio, le energie segrete dell’elettromagnetismo, l’entanglement della nuova fisica quantistica... dopotutto, a cosa stiamo assistendo in questi strani giorni, se non a una serrata battaglia per rendere sempre più vasto il divario tra realtà delle scoperte tecnologiche e ignoranza abissale e predeterminata chirurgicamente delle masse pecorili, del modello Sapiens?

 

Questo è realmente l’uomo: non solo un corpo materiale misurabile in chilogrammi e centimetri ma anche una centrale di trasmissione e ricezione di impulsi, radiazioni, emozioni che non sono più “filosofie campate in aria” ma delle vere e proprie energie misurabili, anche se siamo solo agli inizi del poterle comprendere.

L’uomo Novis emette e riceve emozioni, avvalora le parole semplici con l’intuito e valuta le intenzioni del suo prossimo più col cosiddetto “sesto senso” che da un sorriso (che potrebbe essere anche falso) o da un gesto di aiuto farmaceutico che potrebbe nascondere un veleno fatale, a lento rilascio.

L’uomo Nuovo, nonostante le martellate titaniche subìte da oltre 10.000 anni sul plesso solare e sulle misteriose ghiandole elettroniche, sul cervello e i suoi campi elettromagnetici, oggi comincia ad avere le prove, oltre alle sensazioni e ai sogni, che egli fa parte di un flusso energetico, vitale, infinito, e che questa consapevolezza è assolutamente nuova e occlusa nel Sapiens predecessore. Sia esso un elemento della massa sottomessa che il più avanzato luminare o divulgatore scientifico.

Ormai non è più questione di bontà o malvagità, ma di una forma di consapevolezza “tecnica” che purtroppo, ma giustamente, i Sapiens non hanno.

E’ successo varie volte, per centinaia di migliaia di anni, sta succedendo ancora: nuovi uomini, attrezzati con acutezza dalla Natura, soppiantano i precedenti, inadatti a riconoscere e fare proprie le leggi del Cosmo!

Non ci credete?

A parte che per le menzogne è colpa del tempo!

Non vi sembra possibile che siano passati 10.000 anni senza ottenere un cambiamento... ma ne siete veramente convinti?

Guardatevi alle spalle, fratelli Novis, guardate da quale violenza incredibile siamo partiti e dove siamo arrivati oggi, che abbiamo addirittura intravisto ideologie comunitarie come la democrazia e il socialismo reale.

Il Sapiens ha tutto: potere, armi, ricchezza, controllo, comando, eppure...?

L’unico modo che ha avuto per cercare di arrestare l’avanzata naturale dell’uomo del futuro è stato: la violenza inaudita e catastrofica... nonostante questo siamo andati avanti.

La Natura è dalla nostra parte, la Natura ci ha voluti nuovi.

Il Sapiens non vede ciò che noi vediamo, non può sentire ciò che noi sentiamo e non può più guidare un mondo che non capisce, intervenendo a randellate su delicatissimi, impalpabili, sistemi di sottile interconnessione.

 

La prova dell' Uomo Nuovo

 

Se vi sentite affini agli argomenti trattati, vi consigliamo caldamente di approfondire questa conoscenza… per un Sapiens, invece, ciò di cui parliamo non avrà alcun significato.

Ci sono tantissimi relatori e giornalisti che descrivono questa situazione di emergenza, sono più documentati e più qualificati, quindi non perderemo tempo con ciò che potete reperire, ogni giorno, tra i vari siti di controinformazione e di approfondimento sincero e obiettivo.

Abbiamo iniziato a percorrere questi “ Sentieri Segreti” perché c’era un fatto misterioso che, da sempre, ha colpito la nostra curiosità.

La domanda era: come è possibile che, nello stesso periodo, ad esempio una generazione, ci troviamo di fronte a individui che dimostrano una sensibilità, una curiosità, una capacità di intuire, un amore universale verso gli uomini e verso la Natura, eppure allo stesso tempo ve ne sono altri, milioni e milioni, che non hanno queste caratteristiche, che desiderano solo di essere guidati, che accettano come ineluttabile qualsiasi decisione venga dall’alto, pur di non prendersi alcuna responsabilità del proprio essere?

Grazie a questo particolare periodo della cosiddetta

Pandemia) e drammatico per l’umanità, abbiamo avuto un’intuizione interessante.

Da alcune migliaia di anni, sulla Terra, convivono due specie, i cui individui hanno la stessa origine ma presentano caratteristiche diverse, riguardo alla spiritualità, il contatto trascendentale con la natura e con le leggi del Cosmo, l’homo Sapiens e quello che abbiamo ribattezzato Novis, o uomo Nuovo.

Ad alcuni può sembrare un’ipotesi assurda, naturalmente, soprattutto perché i capi branco del Sapiens sono guerrieri astuti, hanno saputo confezionare un mondo illusorio, con tutte le caratteristiche adatte per imbambolare i Sapiens e dirigerli come greggi di pecore.

E il povero uomo Nuovo cosa poteva fare? È un essere pacifico, a volte sognatore, incapace di pensieri distruttivi, piuttosto propenso al bene. Infatti spesso, quando un Nuovo si è distinto, mettendosi in mostra per combattere a favore del miglioramento della civiltà violenta dei vecchi Sapiens, ha fatto quasi sempre una brutta fine.

Quindi, nasce e cresce convinto di essere un Sapiens, solo un po’ diverso, a volte artista fantasioso, a volte infelice, perché proprio non riesce ad amare una società basata sull’ipocrisia e tenuta sotto controllo dallo spettro mal dissimulato della violenza.

Vi chiederete adesso: possibile? Che assurdità è mai questa… ?

Eppure, se per un attimo vi togliete i paraocchi, se approfittate della fortuna, unica dell’era moderna, di poter usufruire di scoperte archeologiche e paleontologiche, mai disponibili come adesso, vedrete chiaramente come stanno le cose.

Altre specie, prima delle nostre, si sono scisse, come rami di uno stesso albero, solo che, diversamente dagli altri animali, il nuovo essere, col passare delle generazioni ha preso letteralmente il posto della specie precedente, i cui individui non si sono evoluti ma, semplicemente, estinti: la Natura aveva fatto la sua scelta decisiva e imposto la nuova specie sull’altra.

Prendete i Neanderthal, ad esempio, migliaia di anni fa, da una parte di questi sono nati i Sapiens… e in alcune migliaia di anni la specie precedente è scomparsa dalla faccia della Terra.

Quindi, l’intuizione a cosa ci ha portato?

Tanta diversità nella comprensione degli eventi, nella sensibilità spirituale verso la Natura ed il Creato, tanta propensione verso il trascendentale, la capacità di provare affinità intime e profonde, non sono comuni a tutta la massa degli umani… e oggi, grazie a questa crisi, le diversità sono diventate troppo evidenti per essere ignorate. Probabilmente era in atto, da circa 10.000 anni, la fioritura di una nuova specie, un nuovo modello d’uomo, con caratteristiche ricettive che vanno ben oltre i semplici cinque sensi, con una sconfinata sensibilità e rispetto per l’etica intrinseca di tipo umanitario, e non esclusivamente speculativo.

Quindi, l’uomo Nuovo “sente” diversamente dal Sapiens, e non si tratta più di frottole: la nuovissima e sorprendente fisica quantistica dimostra ampiamente che noi non vediamo soltanto con gli occhi, né ascoltiamo con le orecchie, noi Nuovi percepiamo anche indizi, sensazioni e insegnamenti dal mondo dell’invisibile, ma non per questo dell’inesistente.

E quale sarebbe la sorpresa? Non accade così alle balene, ai delfini… ma anche alle formiche, alle api, alle rondini, alle anguille? Non comunicano forse, evidentemente, tra loro, e con le altre specie, altrimenti come avrebbero mai fatto a sopravvivere per milioni di anni, senza alcun bisogno di alcun vocabolario, di uno straccio di vestito,  di una bussola… di un semplice termosifone?

E a chi osa replicare con la presunzione pericolosa del Sapiens pecorile, che si è lasciato eleggere a re della Natura, non vale nemmeno la pena di rispondere: basta aprire un libro di storia scolastica, per leggere di quali catastrofi e crimini inauditi si è macchiato il Sapiens e, con la sua sicumera, continua a macchiarsi tutt’oggi.

Quindi, l’uomo Nuovo intuisce la sua diversità dalle masse pecorili.

Noi, oggi, abbiamo iniziato a cercare le prove e gli indizi di ciò che evidentemente traspare dall’analisi di un Novis: sensibilità, accessibile alla telepatia, propensione per la preveggenza, spiritualità libera, emozioni in condivisione, sincronicità di tendenza del pensiero…

Le vedete in voi stessi le prove?

Li intuite fin dall’infanzia questi indizi?

Vi sentite, felicemente o amaramente, diversi, incompresi, inascoltati da chi non sente le vibrazioni dello spazio-tempo, e vive una vita fatta di giorni fotocopia, felice di obbedire senza capire, ma fidandosi ciecamente, purché sotto il comando e il controllo dei sapiens al potere?

Perfetto: quindi voi avete compreso e ricevete le trasmissioni della Natura attraverso le frequenze invisibili?

Allora cerchiamo le prove, visto che ci hanno abituato a credere solo a ciò che vediamo (peccato che alle masse sia concesso di vedere solo ciò che desiderano i loro aguzzini: famiglie regnanti, politicanti falsari e religiosi criminali), ma noi abbiamo una marcia in più, vediamo ciò che impongono loro, ma siamo in grado di sentire, intuire, ciò che si nasconde dietro le quinte, gli artifici insostenibili, le false soluzioni ai problemi creati proprio dai capi sapiens, a causa della loro ingordigia e della loro stupidità.

E le prove, in quest’epoca misteriosa, ce le danno proprio loro.

Pensateci, guardatevi intorno: cosa stanno cercando di fare all’umanità? Sono oltre 10 anni che comunichiamo attraverso piccoli dispositivi elettronici, attraverso facili programmi che permettono alle mamme di chattare con i figli, ai guidatori di trovare la strada, ai tecnici di trasmettere oggetti tridimensionali, stampati da una parte all’altra del mondo. Dipendenti di uffici lavorano da casa, ma interagiscono, semplicemente, con il lavoro dell’intero gruppo, dell’intera azienda. Milioni di studenti partecipano nella stessa classe, con i loro professori, studiano e apprendono semplicemente collegandosi “on Line”.

Ma oggi… oggi stiamo assistendo a una svolta epocale: oggi le interconnessioni tra i viventi non sono più libere e incontrollate; nel 2020, travestito da Pandemia globale, un vero virus pericoloso e letale, si è impadronito della nostra individualità, delle nostre esistenze, e la sperimentazione sulle masse pecorili diventa ogni giorno più strenua e soffocante.

I capi sapiens hanno prima fatto diffondere l’utilizzo di prodotti digitali che hanno preso il posto della parola diretta: oratore col pubblico; amico con gli amici; amanti con l’amata; cliente con l’azienda, la banca, eccetera, e adesso, tramite il controllo quasi totale sui Social e sui media, possono controllare, e lo fanno, tutta l’informazione, chi può parlare e chi deve essere zittito, chi può manifestare il suo pensiero (in riga con il regime) e chi deve essere buttato fuori dal sistema, dileggiato, offeso, schiacciato).

E il passo successivo, che si sta attuando giorno dopo giorno, qual è?

L’indicizzazione dell’individuo come un qualsiasi terminale, con l’inserimento di materiali chimici nel suo stesso organismo e di nano componenti elettronici direttamente nel suo corpo fisico.

Questo controllo, grossolano, pedestre e pericoloso, sul corpo, viene spacciato come una meraviglia dell’ingegno della scienza umana, mentre (come al solito) è uno scimmiottamento, pedestre e letale, del controllo della Natura stessa, insito nei viventi in armonia con il Cosmo e con tutti i viventi.

Questo controllo nasce con fini malevoli e, se non lo ostacoliamo causerà danni, probabilmente irreparabili, sugli umani e sul Pianeta intero.

Quindi, avete capito bene, ancora una volta i sapiens di comando cercano di assoggettare la Natura alla loro cupidigia, assurda e assassina, e quali strumenti vuole adoperare?

Quelli della trasmissione tramite onde e frequenze…

Ma questo non era forse uno degli argomenti che hanno usato contro noi Novis, quando ci hanno chiamato sognatori, creduloni, fantasiosi speculatori su argomenti improbabili?

E invece? Nelle loro mani, il tentativo di prendere il comando del mondo invisibile e trascendentale viene definito tecnologia e intelligenza artificiale avanzatissima.

Ma la realtà è molto diversa!

Paragonare il loro tentativo malsano di controllare l’umanità, alle risorse inconoscibili di madre Natura, è come sostituire il cavo di acciaio di una gru con un filo di cotone, per sollevare una tonnellata di mattoni.

Ma la realtà potrebbe essere molto più pericolosa!

Pensateci… i sapiens pecorili brucano, belano e si assoggettano alla tosatura e alla macellazione da molte migliaia di anni e, sostanzialmente, è evidente che oggi non sono cambiati, visto cosa stanno accettando, con la scusa della pandemia, senza batter ciglio.

Quindi?

Di quali, di quali circuiti e di quali frequenze si vogliono impadronire i capi sapiens? Quali interconnessioni, attraverso vibrazioni trascendentali, vogliono sostituire? Quale controllo ulteriore e perverso vogliono porre in atto… e contro chi?

A nostro parere, i sapiens temono proprio noi, i pacifici e sensibili, Novis. Temono che ci incontriamo, temono che ci capiamo, temono che ci liberiamo e che ci sincronizziamo… perché il Mondo è della Natura e la Natura è con noi.

Nonostante inaudite violenza e pressioni, il sapiens non sopravvivrà: la Natura e le leggi del Cosmo ne hanno stabilito l’estinzione e non esiste, per loro, alcuna possibilità di sovvertire l’ordine delle cose…

Purtroppo però, essendo armati e violenti, hanno solo un’opzione se non  si arrendono all’evoluzione del Novis: distruggere l’intero pianeta o la vita sulla Terra… e noi questo lo dobbiamo impedire.

Basta con i crimini del sapiens cannibale.

 

L’etica centripeta, brutte notizie per i Sapiens

Non dobbiamo credere che l’essere Homo, si diversifichi nelle sue componenti essenziali, tra Sapiens, Novis e altre precedenti specie. Quello che è cambiato, attraverso il tempo, è la sensibilità alle frequenze della Natura, il raffinamento delle percezioni, l’uso del pensiero speculativo e creativo; l’empatia, la premonizione e la telepatia.

Ma l’uomo è, dalla sua, nascita una creatura a sé, simile ma non uguale alle altre specie animali della Terra.

Quindi, solo nell’uomo troviamo lo Spirito e un’Etica comportamentale che lo rende sensibile al riconoscimento delle conseguenze delle sue scelte e delle sue azioni, alla coscienza di se stesso, pertanto a sapere e poter scegliere tra bene e male, tra azioni etiche nei confronti del Creato e azioni che danneggiano, che sono letali per il pianeta e per i suoi stessi simili.

Anche un Nuovo si può macchiare di crimini e misfatti, però quando opta per queste scelte è più sensibile e più preveggente del Sapiens, insomma, in fondo SENTE che pagherà a caro prezzo la “deviazione”; non a caso è molto raro che uno che abbia un comportamento criminale sia della Specie dei Novis. La sua coscienza, la sua mente, sa perfettamente che agire male si rivelerà, alla lunga, dannoso nella vita pratica e inquinante per lo Spirito; queste macchie non si cancelleranno, spesso per l’eternità.

Ma il problema è drammatico per i Sapiens, siano i pecorili che quelli delle élite; pur essendo poco sensibili alle problematiche spirituali, essi sono comunque soggetti alle Leggi Universali del Cosmo, quindi sé agiscono male né soffrono sempre le conseguenze, anche se confidano fino all’estremo di essere immuni, grazie al fatto che sono assai grossolani e sciocchi.

Loro sanno di fare il male e di comportarsi da violenti, anche quando i capi fingono di operare per una giusta causa, oppure quando i pecorili credono di salvarsi dalle scelte scellerate nascondendosi dietro una falsa legalità, di comodo, ma evidentemente letale e criminale.

Se la legge di comodo di deputati venduti non ammette ignoranza, figuriamoci come la Natura e le Leggi Spirituali del Cosmo potranno mai avere pietà delle loro anime, sporche e guaste.

Non sfuggono!

Come una trottola, un giroscopio, che ritenesse di poter sfuggire al proprio asse: mentre la forza centrifuga, delle sue cattive azioni, cerca con violenza di allontanarsi dall’asse centrale (l’Etica Spirituale), la forza centripeta incontrovertibile, lo attira a sé con la stessa determinazione.

E poiché la trottola è una macchina unica che comprende anche il suo asse, così l’uomo non può staccarsi dall’Anima e dallo Spirito; primo o poi la folle girandola alimentata con sempre maggiore malvagità dovrà arrendersi alle forze Naturali, soccombere e subire la condanna a cui egli stesso sa di non potere mai sfuggire.

 

Comprendiamo il “sesto senso”

Continuiamo a lavorare per tentare di liberare i nostri fratelli e sorelle Novis dalle catene dei luoghi comuni, delle conoscenze e del linguaggio che li rendono perplessi e insicuri, spesso addirittura più deboli del vecchio, grossolano Sapiens primordiale.

Questa volta parleremo di sensi e percezioni.

Bene, cominciamo col dire che i fantomatici 5 sensi, tanto cari agli slogan semplicistici che servono a mantenere, senza sforzo, i sapiens pecorili nel loro stato di presuntuosa soggezione, sono già di per sé, il risultato in tempo reale di oltre 50 percezioni diverse. Tante sono le registrazioni che il nostro corpo è in grado di ricevere e valutare attraverso la sua parte materiale… e questi più o meno li abbiamo in comune, tra sapiens e Novis.

Cosa vuol dire? Cerchiamo di spiegarlo con un esempio…

A meno che non siate dei meccanici o degli elettrauto moderni, immaginate che la vostra educazione vi metta in condizione di osservare il cruscotto dell’autovettura. Questo pannello di controllo, attraverso poche semplici spie, indici e display, vi indicherà grossolanamente alcune informazioni, utili a voi per usare correttamente il veicolo… ma oggi, se qualcosa non funziona correttamente o desideriamo un controllo dello stato della vettura, ci recheremo da un tecnico del settore, già esperto più profondamente riguardo alle ulteriori indicazioni che può ottenere da spie e sensori, livelli e calcoli dell’usura.

Inoltre, da molti anni, sono stati progettati dei programmi elettronici che ricevendo e leggendo ancora più segnalazioni, permettono il cosiddetto ceck-up del nostro veicolo.

Ok, allora toniamo a noi umani: credete che il buon dio (o chi per esso) permettesse che l’uomo, un animale tra i più complessi e talentuosi, potesse servirsi solo di 5 grossolani riferimenti, per contattare e informare il cervello, riguardo al mondo esterno al corpo?

Naturalmente no, attraverso la percezione di vibrazioni e frequenze esterne noi riceviamo e valutiamo i dati.

Nel Novis, l’ampiezza dello spettro delle ricezioni e la speciale sensibilità extra sensoriale, permette ben altro, soprattutto riguardo alla comprensione, la valutazione e la soluzione delle informazioni che provengono dalla realtà esterna.

Così, come dice una mia acuta amica, per lei che è una Novis, è facile “sentire” e valutare le situazioni che potrebbero rivelarsi problematiche con ampio anticipo, e questo rispetto ai normali Sapiens del suo entourage.

Come argutamente semplifica, prevede e si accorge della cacca sul marciapiedi quando ancora è dietro l’angolo lontano, mentre ci sono persone che della cacca si accorgono solo quando ci schiaffano dentro il piede.

 

L’allarme di Dianetics e di Scientology

Allarme Scientology, titolavano importanti riviste di potere in tutto il mondo. Eravamo negli anni ’70, ’80. ma, stranamente, il panico non veniva tanto diffuso da organi religiosi, quanto da quella parte di stampa asservita al grande e nuovo potere dilagante: l’impero farmacologico. Infatti, andando a cercare i finanziatori di questi eccezionali controllori delle masse troviamo le grandi case farmaceutiche. Quelle stesse che, insieme alla banca Vaticana e alle grandi famiglie di controllori, hanno interessi internazionali nel settore della produzione e del commercio delle droghe, in particolare della cocaina.

Scientology è una setta!

Questo era lo slogan appioppato al nuovo movimento di pensiero: demonizziamola! Attacchiamo questi criminali che tentano di fare il lavaggio del cervello ai poveri ingenui adepti.

 

Ora, se volessimo parlare veramente di chi domina con la menzogna e con falsità, spesso ricorrendo a violenze inaudite, non solo psicologiche quanto fisiche, arrivando perfino all’eliminazione di intere popolazioni o di comunità asservite alle religioni, sarebbe interessante capire come le tre grandi monoteiste dominanti osino attaccare le ideologie altrui, quando è ormai impossibile mascherare il modo violento che ha portato all’affermazione e al dominio sui più deboli, del Cristianesimo, dell’Islam e dell’Ebraismo e dei conseguenti interessi economici, di comando e di controllo.

Ma non sarà questo il nostro argomento… senza presunzione ve lo vogliamo lanciare noi un allarme, l’allarme dell’errato e volutamente falsato uso parziale della Scientologia.

Quindi facciamo un passo indietro e iniziamo a chiederci il perché di tanto “terrore” è stato sparso sull’argomento, mentre ben pochi hanno sentito parlare di Dianetics. Ma Dianetics è la base, la radice tecnica, di questa filosofia. Il vocabolo deriva dal greco: dia, che significa attraverso e nous, intelletto, mente, quindi: passaggio, viaggio nella mente.

Sappiamo di sollecitare un nervo scoperto e dolente; infatti, molti sicuramente inorridiscono al solo sentir nominare questi argomenti… anche se poi non hanno mai letto, o studiato, assolutamente nulla a riguardo, ma, soprattutto, senza aver mai, effettivamente approfondito direttamente dalle fonti, dai libri, realizzati apposta per spiegare di cosa tratta la Dianetica e quali potevano essere le eventuali potenzialità del suo uso a vantaggio del benessere, dell’equilibrio fisico e della salute mentale.

Non a caso, il libro fondamentale di Dianetica aveva per sottotitolo il motto: Mens sana in corpore sano, tanto caro all’antica scienza filosofica medica.

 

All’inizio del ‘900, riesplode l’interesse riguardo allo studio della mente umana e del suo comportamento, grazie sostanzialmente al successo e alla diffusione delle opere di neurologi e psichiatri, invogliati dalle ipotesi iniziali della psicoanalisi, di cui si considera Sigmund Freud un padre fondatore.

Ma si sa, mentre la scienza degli studiosi attenti e accurati si evolve lentamente, inoltrandosi coi piedi di piombo nei campi misteriosi, quasi inconoscibili, l’altra, la pseudo scienza di regime, tanto cara agli entusiastici Sapiens, soprattutto i più ignoranti e i meno propensi a prendere in mano un libro, si lancia a capofitto negli affari: per lucrare sulle ipotesi in tutta fretta, per proporre medicinali approssimativi e incerti, per tentare cure ai confini della criminalità pur di raccogliere plausi e ricchezze.

C’è da dire, però, che i ricchi, i potenti e scaltri capi Sapiens, mentre sovvenzionano a piene mani il peggio della conoscenza, manipolata e distribuita con chirurgica malizia, non perdono assolutamente di vista le scoperte importanti, o quantomeno interessanti, solo che le approfondiscono e le studiano in segretezza, per trovarsi, nel caso, sempre molti anni avanti, rispetto alle masse pecorili, che dovranno poi ricevere le conoscenze, filtrate e rimaneggiate, per continuare a procedere nella loro gaudente e tronfia schiavitù mentale. Dopotutto si tratta solo di sapiens… carne cruda, insomma.

 

Tra gli anni ’40 e ’50, un tipo singolare, un americano, un po’ avventuriero un po’ scrittore, sicuramente un uomo dall’intelligenza superiore… ancora più sicuramente un Novis, si trovò a fare parte di quella pletora di scrittori, squattrinati o ricchi, eccezionali o appena decenti, foraggiata a piene mani dal governo, principalmente quello americano, per invadere il pianeta Terra di romanzi, saggi, film, serie televisive… fumetti… purché fossero ascrivibili al genere fantascientifico.

Un po’ come accade oggi con i mass media di ogni rango e livello, dalla testata nazionale all’ultima radio di periferie: il governo regala fondi purché si parli di pandemia e si terrorizzi la povera gente.

In quegli anni lontani si doveva parlare costantemente di progresso, di alieni, di astronavi, di viaggi nello spazio… e, anche, dei mondi inesplorati della mente umana, del passato della razza e delle sue origini misteriose.

In questo bailamme di ipotesi, congetture, teorie pseudo-scientifiche e saggi, da parte delle intelligence e dei servizi segreti, all’epoca in possesso di un bagaglio di esperienze e notizie, prima segrete e inaccessibili, ora fin troppo disponibili, iniziò una sottile manovra atta a rendere fruibili alcuni dati, nello stesso tempo a camuffarli, dissimularli, distribuirli a macchia di leopardo: verità, menzogne. smentite, affossamenti… insomma, i “Pretoriani” non sono mai stati così attivi e allegri come nell’ultimo secolo del secondo millennio.

In questo periodo fervido, il nostro eroe, lo scopritore (per alcuni l’inventore) della Dianetica, mister Ron Hubbard, verrà sicuramente in contatto con “materiali” caldi, sugli studi riguardanti i meccanismi alla base del comportamento della Mente umana, nonché dell’esistenza di interazioni, per così dire esterne, al corpo e al cervello: spazi e vibrazioni, effettivamente riscontrabili, anche se invisibili… di quel mondo misterioso e finora considerato trascendentale chiamato etere, spirito, sede dell’anima, memoria dell’Akasa, eccetera.

Hubbard, forte dei materiali di studi segretati e finalmente disponibili, prima impossibili da consultare (visto che si trattava delle registrazioni meticolose di esperimenti orribili, effettuati su milioni di cavie umane), come altri approfittò di quanto era comunque venuto in suo possesso. In parole povere: si trattava di dati reperiti dagli studi requisiti agli scienziati, ai medici e agli psichiatri del III Reich.

Così Ron, dicevamo, aveva sicuramente potuto ideare e approfondire tecnologie e meccanismi della Mente che nemmeno si sospettavano. Lo scrittore, grazie a queste scoperte e agli suoi studi effettuati sul “campo”, ovviamente con scopi tutt’altro che criminali, riuscì a comporre il libro originale, Dianetics, nella prima parte degli anni ‘50.

Di cosa si tratta?

Semplicemente di un trattato eccezionale che spiega con analogie, esercizi applicabili e tecnologie, il delicato rapporto tra la mente e il corpo; inoltre, dichiara che l’essere umano non è solo mente e corpo ma, senza ricorrere a fantasmi o possessioni diaboliche, esso è circondato da campi elettromagneti e interconnessioni extra sensoriali, registrazioni ancestrali, ricordi occultati, eccetera. Tutti fenomeni che permettono di riconoscere nell’uomo la presenza e il controllo da parte di un lato Spirituale.

Spiega che su queste “masse”, invisibili ma potenti, si può intervenire, per dissipare problematiche irrisolte, guarire malattie e ricostituire un corpo sano che resti tale il più a lungo possibile; si può, inoltre, migliorare tecnicamente il nostro rapporto etico tra noi, gli altri e la Natura intera.

Insomma, un vero e proprio Manuale per la conoscenza e l’utilizzo migliore del Corpo, in rapporto con lo Spirito immortale, attraverso l’uso sano e informato della Mente e del suo pannello di comando e controllo: il Cervello.

Un vademecum pratico, mai presentato prima; un libro di istruzioni indispensabile per iniziare un percorso di comprensione e saggezza, una rinascita reale in un mondo da risistemare, dopo le catastrofi concepite e create proprio dall’uomo, soprattutto dal sapiens, il più dotato di scaltrezza e intelligenza funzionale ma anche il meno etico, a causa delle manipolazioni religiose collegate al potere materiale ed economico.

 

Ovviamente, un uomo responsabile, sano e consapevole era del tutto inaccettabile per i sapiens governanti, in particolare, proprio la sanità mentale e un rinnovato equilibrio psicofisico terrorizzava letteralmente i “pastori” dei greggi pecorili.

L’uomo dove crescere e moltiplicarsi sì ma solo in qualità di consumatore, ignorante e obeso; dipendente dalle nuove tecnologie di comando e controllo, schiavo del terrore della malattia e della morte.

Amici Novis, il piano è antico: la gente deve avere paura e ammalarsi e deve credere, soprattutto credere, senza valutare, senza pensare, senza maturare.

Figuratevi quanto, i manipolatori dei governi mondiali, vedevano di buon occhio chi voleva istruirsi per prendersi cura di sé, e finalmente, dopo svariate migliaia di anni, del proprio ritrovato Spirito immortale.

La guerra tra i potenti e la diffusione di Dianetics è stata senza quartiere: i mass media hanno imbastito campagne massicce, a livello mondiale, per screditare Scientology; la CIA ha cercato in tutti i modi di bloccarne la diffusione; familiari e collaboratori di Ron sono stati corrotti e, a tutt’oggi, dopo la scomparsa del creatore, sembrerebbe che l’intera struttura di Scientology sia in contrasto con le scoperte reali e gli scopi originali della disciplina.

 

Anche se tanti prenderanno queste parole come un pugno nell’occhio, vista la potente distruzione, oggi più che mai, di ogni ricerca di verità, e principalmente nel campo della sanità mentale, non possiamo che dire, ai Novis e anche a chiunque senta ancora un minimo di rispetto per la sua capacità di leggere, approfondire e valutare in libertà: comprate il libro uno, Dianetics, la forza del pensiero sul corpo, che oggi costa 17 euro e valutate da soli la sua “pericolosità”. Se lo acquistate, non lo lasciate sullo scaffale, non affidatevi ai giudizi altrui, negativi o positivi, leggetelo, studiatelo attentamente e, alla fine, tirate le vostre conclusioni.

 

Ma oggi purtroppo, si sta ripresentando veramente un “allarme Scientology”, e nella sua peggiore forma di espressione, quella di un uso parziale e pervertito da parte dei governanti e dei servizi segreti.

L’allarme c’è davvero ed è assai più grave e profondo di quanto voi possiate immaginare.

A coloro che si sono lasciati imbambolare dalla propaganda o irretire dalla cattiva informazione dobbiamo dire, infatti, che proprio oggi essi vivono immersi in varie suggestioni attribuibili ad alcuni aspetti delle basi di Dianetics e di Scientology!

Organi governativi, giornalisti, mass media, si servono ogni giorno di quelle originali scoperte a vostra insaputa, proprio per manipolarvi, per studiarvi, per confezionare, contro la vostra libertà di pensiero, strategie sempre più subdole.

Scrittori e divulgatori stanno facendo la loro fortuna rivendendovi, in maniera raffazzonata e inutile a voi (quanto utilissima a loro), fette di quelle conoscenze, ovviamente inservibili, anzi dannose, perché piazzate a sproposito e divulgate con l’intento malevolo di gabbarvi.

Relatori cercano di convincervi di idee e sistemi di controllo su di voi e sulla vostra esistenza, adoperando grossolanamente e male la tecnologia di Dianetics.

Vi vendono corsi, vi raccontano frottole, vi inculcano speranze vane, rubando a man bassa idee e concetti che dovevano servire a migliorare l’umanità gratuitamente, e che invece servono solo ad arricchire i falsari, e a rendere ancora più confuse le persone.

Leggete il libro originale, studiatelo… fosse solo per questo: per scoprire questi inganni, che oltre a danneggiarvi economicamente, vi vendono illusioni che svaporeranno prima o poi, lasciando il vostro Spirito immortale deluso e amareggiato, spesso disgustato di vivere e operare attraverso il corpo.

Leggete, comprendete, valutate, comprenderete delle verità fondamentale, che vi interessi o no, ciò che avete appreso. Dianetics può somigliare a tante cose ma non è uguale a nessuna; si tratta di un approccio nuovo, mai conosciuto prima e le sue tecniche non possono essere mescolate ad altre, anche alla disciplina psicologica, alla psichiatria e alle tecniche che adoperano l’ipnosi e il controllo mentale, con vari sistemi.

 

Una testimonianza diretta e onesta di chi ha conosciuto e applicato onestamente le discipline e la tecnologia spirituale.

 

Avevo circa 30 anni quando mi venne tra le mani il Libro Uno, dopo circa 50 pagine intuii di avere tra le mani un qualcosa di rivoluzionario, di nuovo e di utile. Ripresi a leggere, non più distrattamente ma con l’attenzione che dedica a un libro da studiare e, per finirlo, credo di averci dedicato oltre 6 mesi.

Da quel periodo mi si è aperto un mondo nuovo. Sono migliorato fisicamente e spiritualmente, ho perso l’avidità di un imprenditore rampante ma ho reimparato l’amore per il prossimo, come sistema per stare meglio anche con me stesso.

Il rispetto obbligatorio per la vita in tutte le sue forme, perché altrimenti, il primo a pagarne le conseguenze sei proprio tu.

Allora ho fatto alcuni brevi corsi, all’epoca sono diventato un Auditor; ho raggiunto un livello superiore di esistenza e ho aiutato altri a scoprire se stessi, alleviare le proprie pene, migliorare il loro stato.

Da quel periodo sono sparite fastidiose malattie psicosomatiche, di cui soffrivo praticamente fin da ragazzo; non ho avuto mai più malanni, se non passeggeri, addirittura utili, come alcune brevi momenti di febbre, importanti per il metabolismo generale.

Ho imparato ad assistermi in caso di piccoli incidenti, ho imparato ad alleviare e guarire tramite massaggi di una semplicità estrema, con i quali convincevo lo Spirito a prendersi cura del corpo e quindi a risistemare i circuiti danneggiati.

Ho insegnato come studiare, in maniera funzionale; ho imparato a valutare lo stato psicofisico di chi mi sta di fronte; ho imparato a parlare a chiunque, inquadrando il suo livello emozionale, in modo da gestire una comunicazione proficua, a doppio senso e senza malintesi… e tanto altro ancora.

Ma, attenzione, non sono uno Scientologo, nel senso che lavoro con loro o per loro.

Nessuno mi ha mai ingannato, né truffato, ho comprato, per mia scelta, dei libri e dei corsi, per approfondire e migliorare la mia conoscenza e alla fine, lo ammetto, ho sborsato dei soldi… Sì, in euro credo di poter valutare di averne speso (in oltre 30 anni) circa 500. E vi sposso garantire che il beneficio che ne ho tratto è assolutamente invalutabile!

Diffidare dei disonesti che camuffano queste conoscenze, per approfittare delle persone in buona fede, diffidate di coloro che fanno un uso scorretto della tecnologia “rubacchiata” da Dianetics… basta vedere l’uso “improprio” che ne hanno fatto, in segreto, i governanti del Mondo. Non hanno fatto che peggiorare la propria etica, svergognare e perdere il proprio Spirito, causando danni irreparabili alla comunità moderna.

 

Vogliamo concludere con la bella presentazione dedicata al Libro Uno (BO – Book One) dagli Editori.

Albert Einstein ha detto che usiamo solo il dieci per cento del nostro potenziale mentale. "Dianetics" ti dice come liberare una fetta molto più grande di tale potenziale.

La fiducia in se stessi, relazioni interpersonali armoniose e un atteggiamento positivo nei confronti della vita possono assolutamente essere raggiunti.

Si possono raggiungere le proprie mete con maggior certezza se si è in grado di scoprire la causa dei turbamenti, delle reazioni o delle emozioni indesiderate. La mente umana non è un puzzle misterioso, impossibile da risolvere.

Leggi "Dianetics" e lavora con esso, vedi in che modo funziona per te e trai le tue conclusioni.

Il libro fornisce una chiara descrizione di ciò che avviene nella mente e spiega un metodo pratico che ti permette di esplorare il tuo subconscio e di sbarazzarti di ciò che ti tiene giù, dando come risultato un Q.I. aumentato e benessere.

 

La profezia di O.K. Mahert, di 80 anni fa

Fino a che la specie umana non conobbe la propria origine e le cause del suo contraddittorio comportamento, non poté neanche trovare i rimedi contro i crescenti affanni e le sofferenze, risultati finali di fissazioni della sua mente malata che pesano su di essa come conseguenza del vero “peccato originale”, il cannibalismo.

Ora, l’uomo conosce la sua diagnosi.

Egli ha la possibilità di prolungare l’esistenza della sua specie e di diminuire in grande misura i suoi affanni e le sue sofferenze, così, come io, in questo libro, ho indicato la culla insanguinata dell’umanità, oppure continuare nella via dolorosa verso quella tomba che l’uomo stesso si è scavato, per mezzo della sua evoluzione, contraria alla natura e all’ordine cosmico.

Indicherò però anche l’unica strada ancora aperta, con la quale la specie umana apprenderà la possibilità di allungare la sua esistenza senza procurarsi altri inutili, ulteriori, dolori.

Conoscere la verità confermerà all’uomo Nuovo tutto ciò che egli ha sentito vagamente nel subcosciente, e che lo ha tormentato. Saprà che cosa non funziona più in lui e perché. Conseguentemente riconoscerà che i concetti su se stesso e gli obiettivi che finora si è posto, e i suoi modi operativi, sono assurdi e non possono coesistere in armonia con il piano e il concetto del Creato. All’uomo nuovo sarà anche chiaro che la sua esistenza è messa in pericolo, proprio a causa della realizzazione delle mete e degli scopi assolutamente innaturali concepiti dalla mente malata della specie Sapiens.

Anche il Novis, condizionato dall’ambiente innaturale, tenterà di sfuggire dinanzi a queste verità, cercando di ignorarle, ma vedrebbe fallire tutti i tentativi, con conseguenze dolorose. E’ bene che l’uomo Nuovo muti rapidamente il suo modo di vivere e i falsi obiettivi che porteranno alla catastrofe inimmaginabile, conseguenza della follia dell’homo sapiens.

In base al libro, il Novis, non farebbe più nulla con stupidità per ottenere la falsa comodità. Purtroppo nel prossimo futuro si troverà ad affrontare due tragici fenomeni completamente nuovi, di angoscianti dimensioni: la sovrappopolazione della Terra che non potrà impedire neanche con i mezzi più drastici e “scientifici” e la distruzione dell’ambiente, attuata sotto il pretesto del progresso, dalla “crema” e orgoglio dell’umanità, i cosiddetti “scienziati”.

L’uomo nuovo comprenderà finalmente che entrambi i fenomeni sono pericolosi per la vita di tutti gli esseri viventi, compresi quelli della sua specie, e che essi hanno avuto origine da quelle due qualità che egli, sotto l’effetto del vero peccato originale, volle convertire in fonti della sua felicità: la sessualità e l’intelligenza innaturale, cose che funzionano in maniera alienante e con risultati fatali. Angoscia e panico costringeranno l’uomo a fare ciò che da lungo tempo avrebbe dovuto fare già: mutare radicalmente i suoi concetti e il suo atteggiamento verso se stesso, verso gli altri, verso la natura e l’ordine Cosmico.

La parte finale del grande cambiamento inizierà dalle giovani generazioni dei nostri giorni (siamo negli anni 60 - 70). Se una parte considerevole di essi, in Occidente, non è più disposta ad accettare i modi di vivere e gli obiettivi dei padri, sebbene non ancora cosciente dei propri reali scopi, non siamo di fronte a una delle solite ribellioni dei giovani contro gli anziani, ma a un atteggiamento fondato su basi biologiche.

Il bambino, nel ventre materno, possiede ancora notevoli residui delle facoltà di percezione extra sensoriale, le quali però scompaiono molto presto, subito dopo la nascita, poiché il cervello cresce velocemente e viene compresso dal cranio, provocando corto-circuiti che invalidano le percezioni extrasensoriali.

Inoltre l’approvvigionamento di prana non è più sufficiente negli uomini per permettere le percezioni extrasensoriali. Queste percezioni prenatali si estendono nel futuro per un periodo vitale, circa ottant’anni. Ciò che si percepiva prima della nascita affonda nel subconscio e influenza il pensiero e le azioni dell’uomo Nuovo per tutta la vita.

Proprio questo sentire inconscio permettono ai giovani di avvertire che, nell’ambito della loro vita, debbono essere mutate drasticamente le premesse, perché la loro esistenza possa proseguire. Le condizioni del futuro non permetteranno più che continui l’attuale sistema di vita. Nei cinquantenni di oggi queste previsioni future del subcosciente si estendono in genere soltanto per i prossimi vent’anni, pertanto non si estendono nel tempo in cui inizieranno a verificarsi questi fenomeni catastrofici. Perciò non è più possibile alcun dialogo tra vecchi e giovani, tra ultimi sapiens e la forma mentis degli uomini Nuovi. Un miope che vede fino al 20 m. col suo sguardo non fuggirà davanti a una tigre che si trova a 40 m. mentre colui che può vedere fino a 60 m fuggirà certamente.

Questo è motivo dell’attuale dissidio tra le generazioni, esso è invalicabile, perché la natura si trova di fronte a cambiamenti radicali e forzati, il tentativo dell’homo sapiens di mantenere le sue posizioni da predatore non hanno più possibilità di perpetrarsi ancora. L’unica opportunità per la specie in estinzione è provocare una catastrofe a livello mondiale.

Pertanto tutti i concetti considerati fino ad oggi immutabili saranno capovolti, riguardo al proprio valore e riesaminati secondo la nuova ottica che incalza. Si stabilirà, profondamente scossi, che la maggioranza degli obiettivi finora perseguiti sono sorti dalla fissazione e dalla folle arroganza del sapiens, essi si trovano in contraddizione con i veri interessi dell’umanità intera. Il nuovo modo di vivere che offre all’umanità l’unica possibilità di sopravvivenza può venire costruito soltanto sulle macerie dell’attuale civiltà occidentale: afilosofica, materialistica, criminale e disumana.

Una civiltà che può esistere soltanto a prezzo dell’auto schiavitù dell’uomo e di una sempre più intensa distruzione del pianeta. Essa deve perciò venir estirpata fin dalle fondamenta ma sempre con mezzi pacifici, con la resistenza passiva.

Il nuovo modo di vivere esige dall’uomo un profondo cambiamento sia nel campo spirituale sia in quello materiale. È inevitabile che nel suo rinnovamento spirituale egli ritorni nuovamente alla filosofia conosciuta come Orientale, che durante tutta la sua storia ha propagato concetti sani e obiettivi degni dell’uomo, coincidenti con le leggi della natura e con gli stessi interessi umani.

L’umanità, in seguito alla crescente sovrappopolazione, è divenuta più che mai una sola unità e il suo problema comune è la sopravvivenza.

Le risorse materiali della terra devono essere rese accessibili, in modo equo e per tutti i popoli, affinché ogni società si possa costruire il modus vivendi che corrisponde alle sue aspettative e ai suoi veri bisogni.

Oggi, il mondo è diviso in due parti, una super nutrita minoranza di ricchi e una grande maggioranza di poveri. Per mezzo del sistema economico vigente, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Ciò che è strano che anche i ricchi diventano sempre più infelici, persino nauseati della propria abbondanza.

Promotrice di questo sistema, insostenibile alla lunga, è una potenza estranea e spiritualmente smarrita: gli Stati uniti d’America. Gli abitanti di questa nazione costituiscono meno del 6% della popolazione mondiale mentre possiedono più del 50% di tutti i beni materiali ed essenziali per la vita e disponibili in tutti i continenti. Beni che essi si sono procurati con l’astuzia, con false promesse, con la corruzione di politicanti fantocci, e persino con la repressione violenta. Questo per conservare il loro assurdo e vergognoso sistema economico, che può essere sintetizzato in un’unica formula: quanto più l’uomo produce, usa e getta via, tanto più egli è felice, perché sarà sempre occupato e compensato per la continua produzione; ma al tempo stesso deve comprare sempre nuovi beni da buttare via, per continuare a produrne di nuovi. Questo sistema supera lo stesso capitalismo e diventa una vera, vergognosa, masturbazione economica che può essere accettata soltanto a scapito della defraudata popolazione mondiale e al prezzo stesso dell’abitabilità del pianeta Terra. Questo sistema si è sviluppato e perfezionato proprio in America, per vari motivi biologici dei quali parleremo in seguito.

Il più grande continente della terra è l’Asia, dove vivono due terzi della popolazione mondiale. La penisola occidentale di questo continente è l’Europa e i suoi abitanti che erroneamente la considerano un continente, hanno avuto il coraggio di voltare le spalle a una popolazione 10 volte più numerosa per sottoporsi al servizio della più grande potenza saccheggiatrice di tutti i tempi e assumerne il sistema economico, ostile all’umanità e al pianeta. Questa alleanza è un tradimento dell’umanità.

Se l’Europa non rifletterà sul fatto che essa costituisce una frazione del proprio continente, e quindi un’unità geografica e biologica con l’Asia, che la sua filosofia e la sua cultura sono di origine asiatica; se non si rivolgerà nuovamente verso l’Asia, l’umanità non avrà la minima speranza di superare la sua crescente miseria e i pericoli mortali a essa legati.

Per questo il compito più impellente e importante per tutti i popoli è, appunto, quello di rompere le relazioni economiche, politiche, militari e culturali, con i promotori di questo sistema, fonte della sifilide morale e della lebbra economica, per fare in modo che i capi criminali di questa potenza malefica crollino il prima possibile.

In questo modo si realizzeranno solo le premesse per i successivi indispensabili passi: ogni singolo uomo, a qualsiasi razza o società appartenga deve cambiare radicalmente se stesso, soddisfacendo soltanto i suoi reali bisogni materiali, lavorando soltanto per essi e trascorrendo la sua vita in un modo sano e per quanto ancora possibile legato alla natura. Questo vale in primo luogo per l’uomo occidentale che, avendo oggi come problema principale quello di “curare la linea”, dovrà cessare di ipernutrirsi.

Agendo in tal modo dovrà capire che non farà un sacrificio, ma, al contrario, si libererà da tutti i falsi bisogni che lo tormentano e per i quali fino ad ora ha lavorato insensatamente, rendendosi la vita soltanto più difficile. Egli troverà allora che la vita semplice, ma ricca di contenuti, sarà nuovamente degna di essere vissuta. È l’inevitabile dovere di ogni singolo uomo, tanto dal punto di vista teologico, quanto biologico.

Agli inizi solo una minoranza assumerà questa forma di vita, gli uomini della specie Novis, ma da ruscello essa si trasformerà in fiume travolgente e poi in oceano. La sua potenza diventerà incredibilmente grande e nessuno avrà più comprensione per coloro che non avranno saputo tenere in debito conto il comandamento del tempo: essi saranno considerati nemici dell’umanità nella sua lotta per la sopravvivenza e trattati di conseguenza.

Soltanto quando ogni singolo uomo avrà imparato ad auto-controllarsi e, con la propria resistenza passiva, avversando i falsi politici e i giornalisti propagatori di menzogne, metterà in ginocchio il sistema esistente, solo allora l’umanità potrà evitare una catastrofe inimmaginabile e risparmiare così nuovi dolori alle future generazioni.

L’uomo quindi, dovrà pensare ad ottenere una vittoria su se stesso, non sugli altri.

I nuovi capi dell’umanità saranno gli asceti, i quali usciranno proprio da quella gioventù che oggi, ancora senza obiettivi e disorientata, guarda verso un oscuro futuro. Essi non avranno necessariamente una cosiddetta cultura superiore di tipo accademico tale da condizionare pericolosamente il libero pensiero ma daranno esempio con il loro pensiero filosofico e le loro semplici esistenze, indicando così l’unica via percorribile. Questo sviluppo è inarrestabile l’imperativo per la gioventù di oggi è dunque quello di ignorare tutte le prognosi progressiste e tutte le direttive scientifiche degli specialisti, degli esperti e dei politicanti, insomma di tutti quei nani, spiritualmente castrati, cui il potere agonizzante del Sapiens affida ogni supremazia.

L’uomo Nuovo si libererà dal terrore e dalla crescente invidia dei falsi intellettuali di regime, mentre, rivolto al Sole nascente, dovrà andare avanti lungo la via che offre l’unica possibilità di sopravvivenza alla nuova specie.

La caduta del sapiens è inarrestabile, la Natura ha stabilito la sua fine e il suo fallimento, la nuova generazione è quella dell’Homo Novis, ma il pericolo è sempre incombente: il sapiens ha sempre risolto i problemi con la violenza e lo sterminio (rimandandoli e facendoli ricadere sui propri stessi figli) ciò pur di difendere la sua esistenza, malata e miserabile, oggi ha fatto il suo tempo ma, cari fratelli, vigilate, vigilate più che mai per essere pronti ad agire, quando la presa di consapevolezza ve lo chiederà.

 

Coraggio (la preghiera dell'Uomo Nuovo)


L'uomo Nuovo deve trovare la forza

per guardare dentro di sé.

Riscoprire il suo vero passato

e sopportare il dolore della sua origine.

Riconoscere senza menzogne la goccia

del Dio Creatore rimasta in lui.

Solo così potrà cercare i mattone robusti

per costruirsi un futuro degno.

I tempi sono cambiati,

questa umanità deve diventare la culla

dell'uomo Nuovo, altrimenti perirà.

Un milione di anni di sofferenze e patimenti

non saranno serviti a niente.

Inutilmente saremmo sopravvissuti

alla Catastrofe che ha annientato questa Galassia.

Alzatevi fratelli e non siate mai più gli stessi.

 

 C - 2016 - 2026 - Giovanna Esse e Pat Pakal

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